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puntato e fissato l’obiettivo 2012!

per ora è ufficioso e non lo rivelerò fino all’inizio della programmazione.

posso dire che è molto stimolante e arduo, su una distanza che ancora non ho mai affrontato, in una prova che, nel suo genere, è considerata una delle più dure al mondo…

non potendo permettermi di affrontare i costi di una trasferta “desertica” o “ghiacciata” e non avendo alcuno sponsor, ho scelto quanto di più sfidante ci potesse essere in “zona”…

questa volta lascio il trail per la strada, ma non fatevi fuorviare… lo scenario è comunque molto bello…

vorrei provare qualcosa di diverso dal trail anche perchè, forse, dalle nostre parti le corse in natura (trail running) sono troppo Trail e poco running e, soprattutto, perchè mal segnalate sul percorso… (cmq sono sempre un novellino e anche questo conta…)…

chi mi sta molto vicino e mi conosce molto bene sa (e non tutti lo hanno colto…) il periodo molto difficile e avverso che sto attraversando da quasi 2 anni e il poco tempo libero (che è ulteriormente diminuito ultimamente) a disposizione…

e anche per questo, questa volta, se arriverò al traguardo ci sarà da commuoversi…

ebbene, queste fonti di stress esterne non sono altro che ulteriori leve motivanti che mi aiutano a risalire su una barca che sembra rovesciata e, se non dovessi riuscirci, a darmi la forza e il coraggio per continuare a nuotare… questo sarà un fattore determinante a seconda di come saprò gestirlo.

inoltre ho altre ragioni, a cui tengo molto, per cui lottare ma sono abbastanza riservate per poterle “postare” (chi le deve conoscere le conosce, anche senza che le abbia dette…)…

e quando hai una ragione per lottare è difficile fermarti.

sicuramente proverò a correre senza risparmiarmi, se non ci riuscirò camminerò il più velocemente possibile, se sarà troppo dura tenterò di mettere un piede dietro l’altro e se sarà impossibile striscerò ma l’obiettivo sarà sempre e comunque quello di avanzare senza esitare!

vedremo…

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Al traguardo dopo una bella “somarata” di 102 km (106 effettivi) e 5900 mt di dislivello positivo…

… e avere ancora l’energia di sorridere…

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Ogni “sconfitta”, se si è dato il massimo e raggiunto il limite, è una trincea scavata verso la crescita, il miglioramento e l’obiettivo di ricercare la prossima “battaglia” e un nuovo limite…

Ma, sebbene si debba accettare con umiltà e consapevolezza, non ci si deve abituare ad essa, anzi si deve andare avanti senza esitazione!

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gli eventi negativi sono solo di passaggio e non devono condizionarci, in modo che la sana e positiva motivazione che ci muove rimanga incrollabile e il nostro spirito saldo.

Così, con forza e tenacia dobbiamo rialzarci dopo la sconfitta e andare avanti senza esitazione verso i nostri sogni…

l’importante è non arrendersi e avere il coraggio di rimettersi in gioco…

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a volte ci vuole coraggio, ma anche lucidità, per accettare la sconfitta o decidere di rinunciare…

è dura soprattutto quando si è consapevoli di valere più del risultato che ne scaturirà…

ma in prove, in solitaria o gare, che sono più che sportive non si parte per superare gli altri o dimostrare qualcosa a qualcuno…

e non interessa se qualcuno la prende con superficialità e altri sono più forti…

si è in prova con se stessi, alla ricerca di un limite e di risposte…

e quando ci si ritrova sempre nuovi e si è colta la risposta alla domanda che ci ha motivato ad intraprendere la sfida, non si hanno rimpianti, l’importante è avere avuto il coraggio di provare e non essersi risparmiati.

e davanti allo specchio dell’anima i riflettori sono spenti e non c’è nessuno ad applaudire, ma è fondamentale poter riconoscere il proprio vero io…

con noi stessi non esistono scuse!

la sconfitta, la rinuncia, quando non v’è rimpianto, presuppongono un certo coraggio, una buona dose di forza e grande umiltà…

le vittorie sono molto più piacevoli da raccontare, ma le sconfitte si ricordano meglio…sono come un fuoco da cui trarre energia, calore e luce che permettono di crescere, migliorare, rinforzarsi…

si deve reagire abbeverandosi alla fonte della sconfitta e non farsi sopraffare da essa, altrimenti, anzichè alimentare lo spirito rischia di bruciare…

l’importante è non arrendersi, affrontare ogni ostacolo con coraggio e tenacia, andando avanti senza esitazione anche attraverso i momenti più difficili… e il tuo momento verrà!

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…bene, siamo a – 5 dalla partenza per l’Alaska e a – 9 dallo start della gara…

dopo l’allenamento di martedì sera da Riccardo (lavoro con i ragazzi del Karate, come ogni martedì nelle ultime settimane…lavoro specifico…), mi è stato illustrato il programma di “scarico”/”richiamo” di questi ultimissimi giorni…

ora so quello che devo fare… devo solo farlo…

inizo a pensare, con tranquillità, alla prova…e vedremo che succede….

un piacere rivedere gli amici del Rugby domenica al campo e ieri sera a cena, sempre pronti all’incoraggiamento…

e un piacere stare con gli amici (compagni di scuola) lunedì…

un vero piacere percepire l’interesse e l’appoggio degli amici in questi ultimi giorni…

Grandi!

…vedremo…

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far quadrare i conti per prepararsi e poter prendere parte a prove sportive…

già in Italia (Roma) è difficile (quasi impossibile) potersi allenare come si deve (cfr “un Paese (città) antisport…“)… troppe assurde barriere alla libertà sportiva…

inoltre (di conseguenza) non si riesce a trovare alcun supporto per la copertura delle spese (equipaggiamento, iscrizioni, viaggi…) che non sono poi così elevate per eventuali “sponsor” che si dovessero commuovere…

peccato… in questo modo la prossima prova in Alaska (tra 1 mese…) rischia di essere l’ultima anzichè la prima di una lunga serie…

peccato… una bici da Triathlon costa talmente tanto che anche il provare una gara Iron Man o 70.3 sarà quasi sicuramente impossibile…

eppure ci sono deserti e posti al freddo (cfr “obiettivi/sogni futuri“) ed altre prove sportive stimolanti che sono lì ad aspettare…

la passione, la tenacia, il sacrificio, l’allenamento li fornisco io senza risparmiarmi e senza esitazione!

 

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Sto seguendo – tutti i giorni da due settimane – un duro lavoro in acqua per mantenere la preparazione al top, in attesa di finire le sedute di fisioterapia e recuperare al 100% un infortunio al polpaccio… 

durante le ore di allenamento il acqua mi sono venute alcune idee da sperimentare in allenamento…

devo dire che mi sento abbastanza in forma sia mentalmente che fisicamente!

e il tempo inizia a stringere…

non potendo affrontare i lunghi di 6 ore in montagna (solo per prudenza) è dalla settimana scorsa  che sto sperimentando l’alternativa del “Triathlon Rimescolato“…

Gajardo!!!

questo tipo di allenamento mi permette di mandare la seduta di lavoro oltre le 3 ore e mezza, lavorando sulla frequenza dei battiti, la resistenza, la potenza e utilizzando una marea di muscoli dai quadricipiti agli adduttori, dalla fascia addominale ai dorsali, ecc.

ottima alternativa nei casi in cui, prudenzialmente, si ritiene di non rischiare un lungo o lunghissimo.

La frazione di corsa di  75/90 minuti, permette comunque di mantenere la forma anche sulla corsa, testando il recupero dall’infortunio, ma senza infierire sul problema muscolare come si farebbe in una seduta di 6 ore in montagna…

Mountain Bike tra dossi, fango e acqua + Corsa campestre + 2000 metri di nuoto = buon allenamento, duro, ma DIVERTENTISSIMO!!!

unico problema (a parte i crampi ai quadricipiti verso la fine della seconda frazione e negli ultimi 250 metri in acqua, in cui ho nuotato solo di braccia e cuore…) è che quando arrivo di corsa, sudato e pieno di fango, in piscina mi guardano un pò strano per controllare che mi butti sotto la doccia prima che in vasca…

certo che il Triathlon è una gran bella disciplina, mi ha sempre affascinato ed ho sempre ammirato i Triatleti…

Ora affrontare un allenamento simile mi fa apprezzare – e capire –  ancor di più questo splendido sport e gli atleti che lo interpretano con tecnica, preparazione atletica, tenacia ma soprattutto tanta TESTA e CUORE!!!

è proprio quello che mi serve per ricordarmi l’umiltà e testarmi verso il duro lavoro di dicembre!

TESTA E CUORE!

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Sto fronteggiando da una decina di giorni una “distrazione di I tipo a carico del terzo distale del gemello destro” (cfr referto…) e  le contratture presenti su entrambi i polpacci dovute al gran carico di lavoro stanno rallentando un pò il recupero, anche se rimangono solo 6 mm dei 19 mm iniziali dell’ infortunio…bono bono!

il buon allenamento in piscina e l’aiuto del mio Fisioterapista di Fiducia – Antonio Gammeri - che mi rimette sempre a nuovo in breve tempo da ogni problema con efficenza, efficacia, passione, professionalità e grande disponibilità, dandomi anche molti utili consigli specifici per non fermare la mia preparazione anche quando sono infortunato, mi aiutano a non perdere tempo a 3 mesi dall’obiettivo…

Purtroppo il “lavoro differenziale” di questi giorni mi ha costretto a saltare l’allenamento lungo di oggi e questo non riuscivo proprio a mandarlo giù…

avrei dovuto fare 6 ore continue in montagna, ma non era il caso e sono dovuto stare buono (ma mi sento un toro in gabbia che scalpita)…

fortunatamente ieri, mentre facevo i soliti 2 Km continui di nuoto, mi è venuta un’idea: perchè non fare un Ttiathlon Rimescolato?!

e così via con

  • un’ora di Mountain Bike senza infierire sul punto inforunato e scaldando i muscoli,
  • subito dopo 16 Km di corsa lasciando semplicemente andare la gamba già calda
  • e poi a chiudere con 2 Km continui di nuoto che hanno 5 obiettivi funzionali alle mie esigenze: 
    •  
      • di portare l’allenamento oltre le tre ore,
      • allenarmi come si deve,
      • abituarmi a sopportare la fatica,
      • divertirmi e
      • sciogliere e drenare i muscoli rilassando le contratture…

alla fine sono state 3 ore e 20 minuti di allenamento! non saranno le 6 ore continue in montagna, ma niente male e … divertente!

ho rimescolato l’ordine del Triathlon (Nuoto, Bike, Corsa) con la sequenza Bike – Corsa – Nuoto per lasciare andare la gamba già calda sui 16 Km e sciogiere i polpacci in vasca alla fine…

le sensazioni al momento sono buone, vedremo nei prossimi giorni se sarà stata una buona idea.

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