Adattarsi, improvvisare e raggiungere lo scopo…
Scritto da alessandro in News, tags: mico, mico best tester, patagonia, salomon, snowsled, the north faceSabato scorso, tra la foresta dei Monti Cimini, la Riserva Naturale del Lago di Vico e il Monte Venere ho dovuto affrontare un lungo di 4 ore adattandomi e improvvisando…
Sono partito con una pianificazione precisa dell’allenamento ed equipaggiato per condizioni climatiche normali tendenti al brutto, ma … tutto è cambiato già dopo un Km e di salita da fare ce ne era ancora molta…
il programma prevedeva 4 ore di allenamento tra forestale, lago e 16 Km di salita di cui 7 Km di salita continua dal 18° Km con alcuni tratti severi al 15% (abbondante) di pendenza e i tratti di salita più corti erano di 1,8 Km…
Non avevo il camel back nè scorte per alimentarmi, ma solo una borraccia da mezzo litro per abituarmi a gestire i cali energetici e non avevo nulla per fronteggiare la pioggia battente per 4 ore (pensavo, sbagliando, che se anche avesse piovuto sarebbe durata poco)…
Nebbia, diluvio, grandine e vento mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine!
nessun particolare problema fino al 18° Km, a parte la scarsa visibilità e problemi di appoggio, la pioggia battente non mi dava fastidio…
al 18°, all’inizio dei 7 Km di salita continua per gran parte al 15%, dove contavo di salire in scioltezza per non indurire le gambe e recuperare la respirazione senza far salire troppo i battiti, il vento ha iniziato a soffiare forte e il diluvio è aumentato di intensità aggiungendo anche una bella grandinata…calzoncini e maglietta (ovviamente già completamente fradici) non mi aiutavano, anzi mi creavano problemi freddandomi addosso l’acqua sotto le ventate…
Ok, non potevo recuperare senza rischiare di prendermi un colpo…
quindi nell’unico punto dove avevo previsto di poter alleggerire la fatica e gestire le energie, ho dovuto continuare a spingere abbastanza forte da tenere la temperatura alta e riscaldare l’acqua tra la pelle e la maglietta (effetto muta), ma non così forte da andare in crisi e dover rallentare troppo in cima al Monte Venere…
sapevo che l’imprevisto sarebbe stato duro da affrontare, ma non mi potevo tirare indietro visto che mancavano 20Km all’arrivo e poi, scavallata la salita, avrei potuto tirare il fiato…
bene, sono riuscito nell’intento, ma scavallata la salita e rientrato nella Foresta c’era ben poco da tirare il fiato!
infatti il fondo era diventato abbastanza impervio, tra piccoli corsi d’acqua che si erano formati con il diluvio, pozze, fango, pietre e radici in un percorso angusto in cui non si poteva scegliere al meglio l’appoggio e dove non si vedeva cosa c’era sotto l’acqua in cui dovevo mettere i piedi…
inoltre la nebbia non mi aiutava a prevedere lo svilupparsi del percorso, il che non era positivo… ma neanche negativo, infatti potevo concentrarmi meglio su ciò che avevo davanti ai piedi …
devo dire che ero un pò stanchino, ma non potevo pensare di fermarmi, anche perchè mi era venuta una certa fame e già pensavo alla crostata di more e ricotta che mi aspettava a casa… prima sarei arrivato, prima avrei mangiato…e poi dovevo continuare a tenere su la temperatura!
tra me e me pensavo che il tratto più duro fosse passato, ma ogni passo mi ricordava il contrario, sempre un’altra salita, sempre un altro ostacolo da superare, ma avevo ormai una buona andatura e questo aveva risolto il problema della temperatura.
finalmente alla fine della forestale, quando credevo di aver finito l’allenamento, mi sono accorto che mancavano ancora 20 minuti…
ero andato più forte del previsto!
non mi potevo fermare, così ho fatto un altro tratto di foresta, rigorosamente in salita, e poi ho chiuso le 4 ore con grande soddisfazione e non mi sentivo neanche malaccio…
buon allenamento, soprattutto perchè mi ha ricordato l’umiltà e di non dare mai nulla per scontato!
La mia bella crostata (non una fetta…) di more e ricotta me la sono guadagnata…




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