Posts Tagged “the north face”

…bene, siamo a – 5 dalla partenza per l’Alaska e a – 9 dallo start della gara…

dopo l’allenamento di martedì sera da Riccardo (lavoro con i ragazzi del Karate, come ogni martedì nelle ultime settimane…lavoro specifico…), mi è stato illustrato il programma di “scarico”/”richiamo” di questi ultimissimi giorni…

ora so quello che devo fare… devo solo farlo…

inizo a pensare, con tranquillità, alla prova…e vedremo che succede….

un piacere rivedere gli amici del Rugby domenica al campo e ieri sera a cena, sempre pronti all’incoraggiamento…

e un piacere stare con gli amici (compagni di scuola) lunedì…

un vero piacere percepire l’interesse e l’appoggio degli amici in questi ultimi giorni…

Grandi!

…vedremo…

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far quadrare i conti per prepararsi e poter prendere parte a prove sportive…

già in Italia (Roma) è difficile (quasi impossibile) potersi allenare come si deve (cfr “un Paese (città) antisport…“)… troppe assurde barriere alla libertà sportiva…

inoltre (di conseguenza) non si riesce a trovare alcun supporto per la copertura delle spese (equipaggiamento, iscrizioni, viaggi…) che non sono poi così elevate per eventuali “sponsor” che si dovessero commuovere…

peccato… in questo modo la prossima prova in Alaska (tra 1 mese…) rischia di essere l’ultima anzichè la prima di una lunga serie…

peccato… una bici da Triathlon costa talmente tanto che anche il provare una gara Iron Man o 70.3 sarà quasi sicuramente impossibile…

eppure ci sono deserti e posti al freddo (cfr “obiettivi/sogni futuri“) ed altre prove sportive stimolanti che sono lì ad aspettare…

la passione, la tenacia, il sacrificio, l’allenamento li fornisco io senza risparmiarmi e senza esitazione!

 

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Panoramica

Panoramica

Il mio amico Raffaele, webmaster di questo blog, mi ha sgridato perchè non aggiorno il blog dal 18 agosto…ok, colpa mia!

Tra impegni professionali, i pargoli, gli allenamenti e altri “impicci e imbrogli” vari non ho avuto proprio tempo… troppo scontate come scuse…

ma è anche vero che non volevo annoiare qualche sventurato lettore che si fosse imbattuto su questa pagina parlando del nuovo tipo di allenamento che seguo in questa stagione, delle mie sensazioni, aspettative, ecc. 

poi però qualcuno mi ha chiesto notizie e allora eccomi qui, approfittando del fresco (si fa per dire) ritorno dall’ultima garetta a cui ho partecipato: il Morenic Trail…

Si è trattato di una corsa in semiautosufficienza che si è rivelata lunga 112,5 Km totali (effettivi) con 3000 metri di dislivello (effettivi) quasi tutto concentrato nell’ultima parte del percorso quando ero sì caldo, ma soprattutto un pò stanchino…

al Traguardo

al Traguardo

Organizzazione: Ottima direi, anche se si può sempre migliorare, come anche le mie prestazioni devono migliorare…

La faccio breve:

il piano di allenamento in preparazione all’obiettivo principale della stagione, prevedeva la partecipazione ad una Ultratrail di più di 100 Km (112,5 Km effettivi), con un discreto ma non esagerato dislivello (3000 mt D+ effettivi), per testare la preparazione, prendere confidenza e fare qualche prova tecnica…

Si tratta della terza gara di corsa della mia vita ed i miglioramenti già iniziano a farsi vedere…

Sebbene il dislivello sembri non eccessivo per 112,5 Km, si doveva considerare il fatto che era quasi tutto concentrato negli ultimi 35 Km, con arrivo in salita (6 Km salita finale)… dopo aver fatto già una discreta sgambatina…

Questo rende la gara abbastanza impegnativa, in quanto i primi 70 Km sono abbastanza spinti come ritmi per poi andare ad assaggiare le salite finali…

Il fondo non era agevole, perchè quasi tutto di pietre e sassi quindi già a metà gara i piedini si facevano sentire…

Fortuna che in prossimità dei posti di controllo e all’arrivo c’era un pò di asfalto o fondo regolare anche se bianco…

Insomma, parto benone con un ritmo quasi da vertice e secondo i miei piani battaglieri (se te la senti buttati!) e senza faticare troppo, volevo fare una bella gara…

Ma l’imponderabile è li che mi aspetta come al solito: problemi intestinali (meglio non scendere in dettaglio…) che mi costringono a fare parecchie ”soste tecniche” nei primi 25 Km…

Ma non mi innervosisco e ogni volta recupero alla grande il terreno perduto…

fino al 45° Km stavo messo benone come tempi e ritmo, ma dopo il 50°K ho scontato le conseguenze di tutte quelle “soste tecniche di cui sopra” e ho dovuto affrontare un abbassamento di pressione (e fiacca) che mi ha messo in crisi per almeno 15-20 Km rallentando bruscamente il mio passo (ho dovuto gestire la crisi per evitare il peggio)…

in azione

in azione

Mantenendo la calma supero la crisi e piano piano riprendo un buon ritmo, accodandomi all’inizio a tre ragazzi che stavano collaborando tra loro ad un passo per me ideale in quel momento…

mollare mai

mollare mai

 al ristoro successivo, avendo ripreso le forze (anche se la crisi mi ha anticipato qualche dolore sulla tabella di marcia…me li aspettavo un pò più in là…), riparto in solitaria e vado…

anche se ero consapevole di aver perso tra “soste tecniche” e conseguente crisi successiva almeno 3 ore, ero convinto di poter puntare a chiudere la gara almeno con un tempo e una classifica discreta anche se non come quella che speravo…

a questo punto l’arrivo era l’obiettivo, lottando contro i problemini che ho dovuto fronteggiare…

non mi sarei fermato per niente al mondo e poi avevo continuamente davanti agli occhi i miei tesori che stavano facendo il tifo per me!

e per loro volevo essere l’esempio vivente della regola “l’importante è non arrendersi mai“!

mai smettere di lottare

mai smettere di lottare

iniziavo anche a fare i conti con il peso del mio zaino: il mio zaino era volutamente (in questa gara) più pesante degli altri sia per allenarmi, sia perchè volevo testare alcuni diversi alimenti per capire meglio come nutrirmi (in termini di intervalli, quantità , alternanza e tipologia) durante le prossime gare (e soprattutto in quella per cui mi sto preparando) e quindi, non sapendo cosa avrei trovato ai punti di ristoro mi sono portato tutto quello che volevo sperimentare nello zaino…buon allenamento e buon test, ho capito nuovi aspetti!

l'importante non è come colpisci, ma come resisti ai colpi e se vai al tappeto se sei capace di rialzarti!

l'importante non è come colpisci, ma come resisti ai colpi e se vai al tappeto se sei capace di rialzarti!

prima di arrivare agli ultimi 30 Km, e alle salite più interessanti, ho fatto i conti anche con i miei piedini e con i dolori conseguenti la solita crisi…

ma la mia risposta è stata: non ora, il conto lo pagherò alla fine perchè adesso devo affrontare l’ultimo tratto e le salite più belle del percorso!

e sarei salito anche con i gomiti o di schiena se fosse stato necessario, ma non mi sarei arreso!

fino alla fine!

fino alla fine!

prima dell’ultimo tratto incrocio il sentiero con Francesco, un ragazzo di Roma che fa parte dei Lagunari a Venezia, anche lui aveva dei problemi per lo più di dolori…

buona mentalità!

Pensavamo che il cancello orario limite del 91°Km fosse alle 21:30 e dovevamo fare 15 Km con parecchia salita su sassi e al buio…

 ed erano già le 20:00, così abbiamo collaborato alla grande per non abbassare l’andatura (e non arrendersi alle difficoltà) ed affrontare i saliscendi su pietre e sassi nel sottobosco e al buio e siamo riusciti ad arrivare al 91° Km con qualche ora di anticipo…

…visto che a quel punto i volontari dell’organizzazione ci hanno detto che il cancello orario limite era alle 04:30…

le 21:30 era il tempo limite del 67° Km…

Comunque Mitici, grande Francesco!

Da lì in poi solo salita fino all’arrivo, ma i miei tesori sono riapparsi ad incoraggiarmi e mi hanno emozionato e a quel punto chi se ne frega delle unghie saltate, della distorsione alla caviglia e al ginocchio (a non ve lo avevo detto?), dei problemi intestinali… a quel punto non ho potuto fare altro che

“fissare il ciclone scatenato proprio nell’occhio e dirgli di menare il suo colpo più duro chè non mi fa paura”!

Gli ultimissimi Km all’arrivo, sebbene in salita erano su asfalto (mai tanto gradito…) e quindi una “passeggiata” di salute…fino al traguardo in un tempo decoroso e una discreta classifica considerando che si trattava della terza garetta della mia vita…

buon risultato, buon allenamento, bellissima esperienza!

è una questione di testa

è una questione di testa

Lo scenario in cui ho corso, l’Anfiteatro Morenico, è splendido. Peccato non aver potuto godere appieno dello spettacolo a causa della pioggia e della nebbia che ci hanno accompagnato per un bel pezzetto…

In ogni caso, oltre alla foto ad inizio articolo, inserisco qualche altra immagine qui sotto:

e il giorno dopo, presa la macchina e fatti 700 Km si torna al lavoro…ma soprattutto dai miei tesori!

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Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il fine settimana dal 28/7 al 31/7/2010, non è solo il weekend dell’adamello supertrail…

Partenza da Viterbo, dove impiego un’ora a salire in macchina come ogni volta che devo salutare i miei pargoli e non riesco a staccarmi da loro, dai loro sorrisi, dai loro sguardi, dai loro discorsi, dalle loro braccette vispe e forti che già sono tutto un programma…

Arrivo al Lago di Iseo dove il grande Stefano mi ha prenotato l’albergo e, dopo aver fatto un giro sul lido ed un tuffo in piscina, la sera viene a prendermi Roberto per andare a cena e descrivermi un pò ciò che mi sarebbe aspettato da lì a poco… Serata piacevolissima in compagnia di Roberto e della sua dolce metà.

La mattina seguente la apro con una bella sgambata su un lungo lago incantevole e poi vado a pranzo con Stefano, sempre disponibilissimo e prodigo di utili consigli.

La giornata non promette bene e, non potendo gustarmi il lago o la piscina, mi immergo nel libro “Ama il tuo nemico” (da consigliare!).

I due giorni prima della gara tra gli amici Stefano e Roberto – rispettivamente un MITO della corsa estrema e un Fenomeno nell’Ultra – sono stati piacevoli ed utilissimi e non potevo fare a meno di pensare che “fui terzo tra cotanto senno” e chissà se ne sarò mai degno.

Il giorno del via della gara mi arriva anche il messaggio del mio grande amico Matteo (che già mi ha seguito nella mia prima avventura in Alaska) che mi avvisa che sta arrivando al rifugio vicino Bazena (il traguardo della gara) dove mi aspetterà all’arrivo.

La gara parte… ma già vi ho raccontato della prova nel post precedente a cui vi rimando…

Insomma, weekend di gara sì, ma anche fine settimana tra amici in posti splendidi…

L’unica cosa è, come sempre, che ogni volta che mi allontano devo fronteggiare la mancanza dei miei 3 tesori…

Certo, sullo splallaccio dello zaino ho sempre il bavaglino legato e durante la prova più che la loro mancanza sento la loro energia, ma non vedo l’ora di poterli portare con me al via delle prossime gare per ritrovarli all’arrivo e magari approfittare di qualche bel weekend in qualche bel posto.

All’arrivo di Bazena, comunque, trovo Matteo ci scattiamo una foto ricordo e mangiamo voracemente un bel piatto di casoncelli e un tagliere di formaggi, dopodichè si torna a casa…

Mi sarebbe piaciuto documentare con qualche bella foto gli scenari favolosi che ho incontrato durante la gara, ma per mantenere lo zaino il più leggero possibile ho lasciato la macchina fotografica a valle e, viste le condizioni meteo incontrate, forse è stato meglio…con tutta quell’acqua avrei dovuto buttare la macchinetta…

Ora è tempo di pensare alle prossime ultra in natura, probabilmente un paio ad ottobre e una dicembre prima di volare in Alaska a febbraio.

Alla prossima by ale

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L’importante è non arrendersi mai, a prescindere dalle condizioni e dal risultato.

Dovevo correre 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo, ho corso 102 Km con 4620 mt di dislivello positivo…

Ma Buono così!

E già, la mia prima Ultra in montagna è stata più dura del previsto ed il battesimo del fuoco incandescente…

Probabilmente a causa dei miei errori da principiante…

Mi sono perso 4 volte allungando il percorso di 20 Km …

Al via sono in ottima compagnia, molti atleti e atlete di livello tra cui (un onore!) Marco Olmo – già campione del mondo – e pluridecorato Ultratrailer…

Parto intenzionato a non farmi influenzare dagli altri, anche perchè per me si tratta del primo di una serie di “allenamenti” che mi devono preparare al ritorno in Alaska.

Parto bene, gli unici (primi) 5 km in piano, zaino in spalla, li percorro senza fatica a 12 Km/h (e qualcosa più) per risparmiare energie, poi iniziano le salite.

Al primo rifornimento (circa al 12° Km) sono ad una media di 8,7 Km/h e al secondo rifornimento (circa al 32° Km) sono ad una media di 7,4 Km/h anche se in là con il tempo visto che già avevo deviato dal percorso di gara…

Questo significa che nei brevi tratti in piano e discesa (quelle meno viscide) sono andato a 10-12 Km/h e 16-18 Km/h, mentre nelle salite (lunghe anche 9 Km e con pendenze fino ad oltre il 20 % … mi hanno detto poi…) non sono andato oltre i 4-5 Km/h e a anche meno…

Le segnalazioni della gara, a mio parere e visti i commenti infuocati degli altri partecipanti, non erano il massimo e complice le condizioni meteo pessime ed una violenta grandinata (mi sembrava di essere lapidato con pepite di ghiaccio) ho perso i segnali molto spesso…

La grandine era un vero e proprio tappeto viscido a terra e copriva i segnavia, inoltre mi era finita nelle scarpe dove mi tagliuzzava i piedini…

Ho fatto inutilmente una bella salitina di 6 Km (con una pendenza almeno del 15-18%) per poi tornare indietro alla ricerca della retta via…

Le salite, impervie ed impegnative già di loro, erano ostiche: difficilissimo rimanere in piedi e ho fatto almeno 4-5 tonfi…

Purtroppo anche nei punti in cui avrei voluto spingere per guadagnare terreno era difficile (almeno per me) avere una buona andatura.

Prima dell’attacco del muro più duro dei primi 50 Km, ovviamente, mi perdo di nuovo e questo perchè stavo spingendo a tutta per recuperare ancora terreno ed era buio…

Questo errore l’ho pagato caro, infatti nel tornare su mi è costato un ulteriore allungamento del muro più lungo e impennato della prima metà gara…

Ma sono qui per allenarmi e fare esperienza e non mi arrabbio con i segnali di gara, voglio credere di essere un principiante verme cittadino che commette, appunto, errori da principiante.

Tornato sulla retta via, torno indietro alla ricerca del 3° rifornimento ma lo trovo deserto ed il 4° non l’ho neanche mai incontrato… problemi di fame e di gestione della sete si aggiungono alle altre difficoltà…

Ma si sà, in queste prove l’imponderabile è da mettere in conto e quindi non mi lamento e vado avanti, anzi vado su sulle solite interminabili salite.

In piena notte, oltre i 2000 mt s.l.m. il cielo si libera e mi regala uno scenario fantastico, un panorama da favola in notturna, la luna è diventata tanto lucente che potevo spegnere la lampada frontale e vedere benissimo.

Il lago di Iseo più di 2000 metri più in basso, il vento e le stelle, gli animali completano quello che ritengo uno dei più bei capolavori che abbia mai visto…firmato madre natura.

Sebbene sono in crisi di fame e sete, incredibilmente non ho problemi muscolari di rilievo, ma solo doloretti di fatica normalissimi quando si corrono 100 Km in montagna con condizioni avverse.

Dopo qualche ora altro spettacolo: l’Alba!

Fino a questo punto non mi ero mai innervosito, ma quando ho notato che all’85° Km ero alla 17ma ora di gara sinceramente mi sono un pò incacchiato perchè sarei stato nel tempo limite di gara, invece mi mancavano ancora una 20na di Km e chissà quanta salita ancora…

Gli ultimi Km di una corsa simile anche una salitella di 20 metri sembra troppo lunga e impervia e i piedi implorano pietà…

Incontro una specie di fattoria e posso rabboccare, finalmente, le borracce!

Incontro anche un altro ragazzo che si era perso e lui, fortunatamente aveva parecchi viveri con se e mi sfama, da lì in poi continuiamo insieme con lo spirito che si intravede nella celebre immagine di Coppi e Bartali…

Uno sfama e l’altro fa strada fino al traguardo.

Dopo la 18ma ora, sia per fame, sia perchè appena finito oltre il tempo limite mollo un attimo e calo l’andatura, ormai l’importante è arrivare e la classifica non conta.

Giunto al traguardo il mio grande amico Matteo e l’organizzatore mi informano che la gara è stata una carneficina…

Il grande Marco Olmo si è ritirato prima del 40° Km e prima di affrontare il Monte Guglielmo…

Su circa 150 partenti ne sono arrivati al traguardo si e no una 40na e una manciata (da contare sulla dita di una mano) entro il tempo limite.

Quindi alla fine non è andata malaccio, se penso che all’85° Km ero a 17 ore e che alla fine anzichè 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo ne ho affrontati 102 km e 4620 mt di dislivello…

Inoltre se molti atleti forti ed esperti si sono fermati, persi, e sono stati soccorsi, significa che la gara ha fatto selezione.

E’ vero, mi sono perso 4 volte (non ho visto i segnali) e mi sono mancati 2 (dei 4)  rifornimenti, ma forse sono stati semplicemente miei errori da principiante (alla fine sono solo un verme cittadino alla prima esperienza).

Ma niente scuse! Alla fine, anche se c’è riuscito solo uno, il vincitore è arrivato al traguardo entro il tempo limite e quindi, in qualche modo, si poteva fare…

In ogni caso devo dire che è stato un gran bel test e fisicamente mi sento benone, non ho problemi fisici e muscolari, ma solo i piedi sono da buttare.

Il giorno dopo la gara ho potuto anche fare un paio d’ore di nuoto (una la mattina e una la sera), il che dovrebbe voler dire che sono in buone condizioni.

Forse l’organizzazione può essere migliorata, ma la gara merita veramente molto, percorso impegnativo ma favoloso, scenari fantastici: DA RIFARE!!!

Bravo Pier!

L’anno prossimo conto di essere al via più esperto e più forte!

In ogni caso sono sulla strada giusta, tra ottobre e dicembre un altro paio di Ultra in natura per testare la preparazione e l’esperienza e poi punto a chiudere il discorso rimasto aperto in Alaska.

Se ne vedranno delle belle!

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Dopo la mia prima esperienza assoluta in una “gara podistica” (non avevo mai partecipato neanche ad un 5K su strada…) alla fantastica Susitna 100 che, come sapete, mi ha dato molto e mi ha permesso di fare il primo passo in un mondo più vasto, sto proseguendo il cammino in questo 2010, mettendo umilmente un piede dopo l’altro…

Anche se da Febbraio non ho ancora avuto modo di allenarmi con Schiuma, non significa che non mi stia allenando e sto cercando di prepararmi per i prossimi obiettivi.

Adesso, e sempre, le mie migliori energie sono tutte rivolte ai miei Meravigliosi Tesori, ma sto cercando di allenarmi per bene.

Ho in programma di partecipare a qualche prova di corsa in montagna sia per avere modo di fare sicuramente qualche buon allenamento, che per divertirmi e fare esperienza gustandomi gli scenari naturali in cui tali prove si svolgono.

La prossima prova a cui parteciperò si terrà a fine Luglio sulle Alpi.

Una prova in autosufficienza di 84 Km con 4600 metri di dislivello positivo da chiudere nel tempo massimo di 18 ore.

Come la Susitna 100 è stata non solo la mia prima Adventure Race ma anche la prima “gara podistica” a cui ho partecipato, anche questa sarà la prima prova di corsa in montagna.

Da qualche parte si dovrà pur iniziare…

Spero di riuscire a concluderla e di terminarla entro il tempo limite, ma soprattutto spero di divertirmi e imparare ancora, di fare un altro passo verso la scoperta di me stesso e dei miei limiti per continuare a crescere e spero che questa prova possa essere un buon allenamento lungo la strada che  mi riporterà in Alaska a completare quel capitolo aperto il 13 Febbraio scorso…

Penso di partecipare anche ad altre prove nella natura, sulla neve e in notturna tra l’utunno e l’inverno per allenarmi ancora, fare nuove esperienze, imparare, divertirmi e per testare i miei miglioramenti se vi saranno.

Per il livello in cui sono attualmente, di sicuro, non potrò che migliorare e cercare una crescita continua ed evolutiva sotto tutti i punti di vista…

 All’inizio di un cammino (come quello che ho intrapreso circa un anno fa…) non è difficile migliorare visto il livello brado da cui ci si muove. 

Ma più si cammina, più si corre e più diventa dura migliorarsi e fare un altro passo quando sembra di non muoversi neanche di un millimetro, ma è in quel momento che si deve avere l’Umiltà e la tenacia per non arrendersi e capire chi sei veramente, se sei capace di fare il passo giusto al momento giusto, se sei in grado di non abbatterti dopo una sconfitta (anche se subita contro te stesso) ma di imparare da essa.

Lo sport (dal nuoto al tennis, dall’atletica al Rugby) mi ha insegnato che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie, forse perchè le sconfitte non le dimentichi facilmente… 

E se hai voglia di non fermarti, di scoprirti sempre nuovo dopo ogni prova a cui ti sottoponi avrai sempre le motivazioni giuste per continuare il cammino e per continuare a Sognare.  

Perchè non gareggi per dimostrarti migliore di altri o stabilire un record personale, ma ti metti alla prova semplicemente per “testare” te stesso e per alimentare quel fuoco che arde dentro di te, un fuoco che se ascoltato e alimentato ti illlumina e ti scalda, ma se ignorato rischia di bruciarti.

Mai smettere di ascoltare il tuo vero io, mai commettere il comune errore di vivere contro natura…

e poi, in ogni caso, eviteremo di diventare pigri e grassi come Homer Simpson.

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da tanto tempo ho smesso di provare a rispondere alla domanda “perchè lo fai”?

già quando facevo atletica leggera mi sentivo dire “ma chi te lo fa fare”?

passando al rugby oltre a “chi te lo fa fare” aggiungevano “ma non vi fate male”?

e durante gli allenamenti estivi, quando la maggior parte delle persone “normali” si cuoce al sole o fa il morto a galla, in molti ancora a chiedere: “ma non è meglio se ti riposi”?

ed ora la situazione non è cambiata, magari a volte chiedono anche:”quanto si vince”?

quante volte ho provato a spiegare emozioni, sensazioni, esigenze, voglie, obiettivi, motivazioni, ecc. ottenendo come reazione affermazioni ancor più disarmanti delle domande originarie…

stanco di cercare risposte che rendano l’idea e capendo che non tutti possono o riescono a comprendere lo spirito che mi muove…

 e non volendo convincere nessuno che non sia veramente interessato a capire…

mi limito a “non” rispondere: WHY NOT !?

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Sabato e domenica non sono potuto andare ad allenarmi in montagna al freddo e sulla neve, quindi non ho neanche potuto tirare la slitta…

Avendo passato il fine settimana nel viterbese ho approfittato della foresta dei Monti Cimini…

Ho reperito un copertone dismesso di un furgone e me lo sono legato alla vita con una corda e poi su per la foresta…

buon allenamento di 3 ore sotto la foresta, con molta salita, fango e il copertone che sembrava più pesante di quello che era a causa dell’attrito e degli ostacoli… veramente una zavorra…

ma dovevo simulare la slitta, peccato che le pietre, le radici e il fango non sono proprio come la neve anche se in compenso non ci si affonda…

sarebbe stato meglio in montagna, ma buon lavoro comunque e il tempo inizia a stringere…

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fantastico allenamento dall’alba al tramonto (qualcosa più di 8 ore) in montagna, sulla neve, nei boschi, nelle valli e sulla cima del Monte Autore.

Ne vale la pena, quando le uniche orme sulle dune bianche sono le tue, quelle di schiuma e degli animali che sono passati durante la notte…

Ne vale la pena quando ti attraversa il sentiero un leprotto con in sottofondo il battere del picchio…

Ne vale la pena quando un passero dal petto giallo e dalle sfumature rossastre intorno al becco si posa davanti ai tuoi passi…

Ne vale la pena perchè dopo la prima ora di corsa in salita, uscito dal bosco imbiancato dalla nevicata notturna, riesci ad arrivare in cima al monte e vedere i riflessi dei primi raggi del sole riflettersi sulle chiome  innevate della valle 600 metri più giù…

Vale la pena ammirare il variare degli scenari, dei suoni, degli odori, delle luci e dei colori durante il trascorrere del tempo e capire che tu sei parte di questo spettacolo…

e quando il tramonto, dopo più di 8 ore di allenamento, fa diventare rosa le cime che poche ore prima erano tra il bianco della neve e il grigio della roccia, sei anche soddisfatto del gesto atletico compiuto ed inizi a valutare con umiltà quali sono i tuoi limiti.

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Dopo tre settimane di Triathlon per gestire l’infortunio, ho finalmente potuto riprendere i lunghi nella natura…

6 ore di corsa, zaino in spalla,  tra pioggia, fango e nebbia, con tanta salita a tratti molto severa…

aspettando la neve!

sarà stata anche dura, ma mi sono potuto godere degli scenari naturali sempre bellissimi, in una giornata di autunno, con i colori della foresta e i riflessi sul lago che cambiavano nelle diverse fasi della giornata…

i primi 40 Km sono passati benone, anche se ogni passo era condizionato dai segnali che il mio polpaccio avrebbe potuto inviarmi, ma gli utlimi sono stati duri da gestire, specialmente in salita, forse perchè ho dovuto saltare qualche lungo in montagna nelle ultime settimane, o forse perchè iniziano a spuntare i segni di tanti mesi di fatica …

fatto sta che non sono riuscito ad arrivare ai 60 Km…ma non sono ancora in grado di fare una cosa simile…

eppure, superati i 52Km, non erano così lontani…

dopo 10 mesi di sacrifici è difficile capire esattamente quanto sia il logorio provocato dal carico di lavoro o quanto il saltare alcune sedute impegnative, per gestire i vari problemi che si incontrano durante il percorso, ad influenzare gli allenamenti…

devo dire che mentalmente sono in forma e motivato e che spesso la testa porta il mio fisico sempre un passo più avanti…

è vero, domenica ho passato la notte in bianco per i dolori e doloretti vari, ma mentre mi rotolavo nel letto già pensavo a come allenarmi lunedì all’alba, martedì in piscina e già disegnavo mentalmente i vari persorsi da fare in montagna nel prossimo fine settimana…

in questi ultimi mesi sto affrontando allenamenti che lasciano il segno, ma ricordano l’umiltà e quanto ci vuole per poter raggiungere un obiettivo…

e questo è un buon segnale, sarà che inizio a sentire l’odore della gara…

e il bello deve ancora venire!

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