Posts Tagged “Susitna 100”
Scritto da alessandro in News, tags: asics, Dean Karnazes, icarus, la sportiva, mico, mizuno, myfootworks, patagonia, podistica solidarietà, raid light, rugby, run & trail, runner's world, runningpassion, salomon xt wings, spirito trail, stefano miglietti, Susitna 100, the north face, tuttosport, under armour, YAU
 Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10
Il fine settimana dal 28/7 al 31/7/2010, non è solo il weekend dell’adamello supertrail…
Partenza da Viterbo, dove impiego un’ora a salire in macchina come ogni volta che devo salutare i miei pargoli e non riesco a staccarmi da loro, dai loro sorrisi, dai loro sguardi, dai loro discorsi, dalle loro braccette vispe e forti che già sono tutto un programma…
Arrivo al Lago di Iseo dove il grande Stefano mi ha prenotato l’albergo e, dopo aver fatto un giro sul lido ed un tuffo in piscina, la sera viene a prendermi Roberto per andare a cena e descrivermi un pò ciò che mi sarebbe aspettato da lì a poco… Serata piacevolissima in compagnia di Roberto e della sua dolce metà.
La mattina seguente la apro con una bella sgambata su un lungo lago incantevole e poi vado a pranzo con Stefano, sempre disponibilissimo e prodigo di utili consigli.
La giornata non promette bene e, non potendo gustarmi il lago o la piscina, mi immergo nel libro “Ama il tuo nemico” (da consigliare!).
I due giorni prima della gara tra gli amici Stefano e Roberto – rispettivamente un MITO della corsa estrema e un Fenomeno nell’Ultra – sono stati piacevoli ed utilissimi e non potevo fare a meno di pensare che “fui terzo tra cotanto senno” e chissà se ne sarò mai degno.
Il giorno del via della gara mi arriva anche il messaggio del mio grande amico Matteo (che già mi ha seguito nella mia prima avventura in Alaska) che mi avvisa che sta arrivando al rifugio vicino Bazena (il traguardo della gara) dove mi aspetterà all’arrivo.
La gara parte… ma già vi ho raccontato della prova nel post precedente a cui vi rimando…
Insomma, weekend di gara sì, ma anche fine settimana tra amici in posti splendidi…
L’unica cosa è, come sempre, che ogni volta che mi allontano devo fronteggiare la mancanza dei miei 3 tesori…
Certo, sullo splallaccio dello zaino ho sempre il bavaglino legato e durante la prova più che la loro mancanza sento la loro energia, ma non vedo l’ora di poterli portare con me al via delle prossime gare per ritrovarli all’arrivo e magari approfittare di qualche bel weekend in qualche bel posto.
All’arrivo di Bazena, comunque, trovo Matteo ci scattiamo una foto ricordo e mangiamo voracemente un bel piatto di casoncelli e un tagliere di formaggi, dopodichè si torna a casa…
Mi sarebbe piaciuto documentare con qualche bella foto gli scenari favolosi che ho incontrato durante la gara, ma per mantenere lo zaino il più leggero possibile ho lasciato la macchina fotografica a valle e, viste le condizioni meteo incontrate, forse è stato meglio…con tutta quell’acqua avrei dovuto buttare la macchinetta…
Ora è tempo di pensare alle prossime ultra in natura, probabilmente un paio ad ottobre e una dicembre prima di volare in Alaska a febbraio.
Alla prossima by ale
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Scritto da alessandro in News, tags: asics, Beppe Scotti, Dean Karnazes, icarus, la sportiva, mico, mizuno, myfootworks, patagonia, podistica solidarietà, raid light, rugby, run & trail, runner's world, runningpassion, salomon xt wings, spirito trail, stefano miglietti, Susitna 100, the north face, tuttosport, under armour, YAU
L’importante è non arrendersi mai, a prescindere dalle condizioni e dal risultato.
Dovevo correre 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo, ho corso 102 Km con 4620 mt di dislivello positivo…
Ma Buono così!
E già, la mia prima Ultra in montagna è stata più dura del previsto ed il battesimo del fuoco incandescente…
Probabilmente a causa dei miei errori da principiante…
Mi sono perso 4 volte allungando il percorso di 20 Km …
Al via sono in ottima compagnia, molti atleti e atlete di livello tra cui (un onore!) Marco Olmo – già campione del mondo – e pluridecorato Ultratrailer…
Parto intenzionato a non farmi influenzare dagli altri, anche perchè per me si tratta del primo di una serie di “allenamenti” che mi devono preparare al ritorno in Alaska.
Parto bene, gli unici (primi) 5 km in piano, zaino in spalla, li percorro senza fatica a 12 Km/h (e qualcosa più) per risparmiare energie, poi iniziano le salite.
Al primo rifornimento (circa al 12° Km) sono ad una media di 8,7 Km/h e al secondo rifornimento (circa al 32° Km) sono ad una media di 7,4 Km/h anche se in là con il tempo visto che già avevo deviato dal percorso di gara…
Questo significa che nei brevi tratti in piano e discesa (quelle meno viscide) sono andato a 10-12 Km/h e 16-18 Km/h, mentre nelle salite (lunghe anche 9 Km e con pendenze fino ad oltre il 20 % … mi hanno detto poi…) non sono andato oltre i 4-5 Km/h e a anche meno…
Le segnalazioni della gara, a mio parere e visti i commenti infuocati degli altri partecipanti, non erano il massimo e complice le condizioni meteo pessime ed una violenta grandinata (mi sembrava di essere lapidato con pepite di ghiaccio) ho perso i segnali molto spesso…
La grandine era un vero e proprio tappeto viscido a terra e copriva i segnavia, inoltre mi era finita nelle scarpe dove mi tagliuzzava i piedini…
Ho fatto inutilmente una bella salitina di 6 Km (con una pendenza almeno del 15-18%) per poi tornare indietro alla ricerca della retta via…
Le salite, impervie ed impegnative già di loro, erano ostiche: difficilissimo rimanere in piedi e ho fatto almeno 4-5 tonfi…
Purtroppo anche nei punti in cui avrei voluto spingere per guadagnare terreno era difficile (almeno per me) avere una buona andatura.
Prima dell’attacco del muro più duro dei primi 50 Km, ovviamente, mi perdo di nuovo e questo perchè stavo spingendo a tutta per recuperare ancora terreno ed era buio…
Questo errore l’ho pagato caro, infatti nel tornare su mi è costato un ulteriore allungamento del muro più lungo e impennato della prima metà gara…
Ma sono qui per allenarmi e fare esperienza e non mi arrabbio con i segnali di gara, voglio credere di essere un principiante verme cittadino che commette, appunto, errori da principiante.
Tornato sulla retta via, torno indietro alla ricerca del 3° rifornimento ma lo trovo deserto ed il 4° non l’ho neanche mai incontrato… problemi di fame e di gestione della sete si aggiungono alle altre difficoltà…
Ma si sà, in queste prove l’imponderabile è da mettere in conto e quindi non mi lamento e vado avanti, anzi vado su sulle solite interminabili salite.
In piena notte, oltre i 2000 mt s.l.m. il cielo si libera e mi regala uno scenario fantastico, un panorama da favola in notturna, la luna è diventata tanto lucente che potevo spegnere la lampada frontale e vedere benissimo.
Il lago di Iseo più di 2000 metri più in basso, il vento e le stelle, gli animali completano quello che ritengo uno dei più bei capolavori che abbia mai visto…firmato madre natura.
Sebbene sono in crisi di fame e sete, incredibilmente non ho problemi muscolari di rilievo, ma solo doloretti di fatica normalissimi quando si corrono 100 Km in montagna con condizioni avverse.
Dopo qualche ora altro spettacolo: l’Alba!
Fino a questo punto non mi ero mai innervosito, ma quando ho notato che all’85° Km ero alla 17ma ora di gara sinceramente mi sono un pò incacchiato perchè sarei stato nel tempo limite di gara, invece mi mancavano ancora una 20na di Km e chissà quanta salita ancora…
Gli ultimi Km di una corsa simile anche una salitella di 20 metri sembra troppo lunga e impervia e i piedi implorano pietà…
Incontro una specie di fattoria e posso rabboccare, finalmente, le borracce!
Incontro anche un altro ragazzo che si era perso e lui, fortunatamente aveva parecchi viveri con se e mi sfama, da lì in poi continuiamo insieme con lo spirito che si intravede nella celebre immagine di Coppi e Bartali…
Uno sfama e l’altro fa strada fino al traguardo.
Dopo la 18ma ora, sia per fame, sia perchè appena finito oltre il tempo limite mollo un attimo e calo l’andatura, ormai l’importante è arrivare e la classifica non conta.
Giunto al traguardo il mio grande amico Matteo e l’organizzatore mi informano che la gara è stata una carneficina…
Il grande Marco Olmo si è ritirato prima del 40° Km e prima di affrontare il Monte Guglielmo…
Su circa 150 partenti ne sono arrivati al traguardo si e no una 40na e una manciata (da contare sulla dita di una mano) entro il tempo limite.
Quindi alla fine non è andata malaccio, se penso che all’85° Km ero a 17 ore e che alla fine anzichè 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo ne ho affrontati 102 km e 4620 mt di dislivello…
Inoltre se molti atleti forti ed esperti si sono fermati, persi, e sono stati soccorsi, significa che la gara ha fatto selezione.
E’ vero, mi sono perso 4 volte (non ho visto i segnali) e mi sono mancati 2 (dei 4) rifornimenti, ma forse sono stati semplicemente miei errori da principiante (alla fine sono solo un verme cittadino alla prima esperienza).
Ma niente scuse! Alla fine, anche se c’è riuscito solo uno, il vincitore è arrivato al traguardo entro il tempo limite e quindi, in qualche modo, si poteva fare…
In ogni caso devo dire che è stato un gran bel test e fisicamente mi sento benone, non ho problemi fisici e muscolari, ma solo i piedi sono da buttare.
Il giorno dopo la gara ho potuto anche fare un paio d’ore di nuoto (una la mattina e una la sera), il che dovrebbe voler dire che sono in buone condizioni.
Forse l’organizzazione può essere migliorata, ma la gara merita veramente molto, percorso impegnativo ma favoloso, scenari fantastici: DA RIFARE!!!
Bravo Pier!
L’anno prossimo conto di essere al via più esperto e più forte!
In ogni caso sono sulla strada giusta, tra ottobre e dicembre un altro paio di Ultra in natura per testare la preparazione e l’esperienza e poi punto a chiudere il discorso rimasto aperto in Alaska.
Se ne vedranno delle belle!




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E’ iniziato Luglio ormai da 6 giorni e la Prealpi trail di fine mese si avvicina…
Inizio a sentire l’odore della mia prima ultra trail in montagna …
84 Km, 4500 mt di dislivello positivo, partenza di giorno e al caldo di Brescia (slm) e gran parte della gara in notturna (presumibilmente) fino oltre i 2000 mt di altitudine salendo per le montagne, sui passi alpini, fino al Maniva. Il tutto in un’unica tappa da percorrere in semi-autosufficienza…
Questi ultimi mesi non sono stati proprio riposanti e di tempo per allenarmi ne ho avuto meno del solito, ma ho cercato di fare il massimo possibile e nel modo più mirato possibile (grazie soprattutto alla guida di Riccardo, come avete potuto leggere in precedenti post)…
Due settimane fa ancora non avevo mai messo piede in montagna, poi fortunatamente sono riuscito a svolgere 3 allenamenti in montagna nelle ultime due settimane…
Non che siano sufficienti, anzi a me sembrano sempre pochi, ma sono migliorato rispetto a febbraio e spero di riuscire a fare almeno uno o due altri allenamenti in montagna prima della prova…
In realtà la Prealpi, per me, sarà un allenamento o meglio uno degli allenamenti in vista del ritorno in Alaska a febbraio e spero di trarne utili insegnamenti sotto il profilo dell’esperienza e di migliorare lo stato di forma sia fisico che mentale.
Sicuramente sarà dura, ma spero anche divertente, in ogni caso avrò la fortuna di attraversare degli scenari stupendi e avrò la possibilità di scoprire ancora qualcosa di me stesso.
Sarò all’altezza della Prealpi?
Non lo so… ma non vedo l’ora di scoprirlo!
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Stamattina all’alba, verso le 6:00, finalmente ho fatto il primo allenamento in montagna …
Prendo la macchina quando è ancora buio e parto da Roma, guido 90 Km per arrivare in montagna abbastanza presto per allenarmi un paio d’ore e tornare in tempo per andare all’appuntamento di lavoro (come al solito…) a Roma.
120′ di corsa con un dislivello positivo di 800 mt e molta salita…
I primi km sono tutti in salita ed in alcuni tratti molto severa (oltre il 15-18% di pendenza), percorro in salita anche quella che in inverno è una pista da sci…
La quota minima è stata 1370 mt slm, la quota massima 1856 mt slm.
Bellissimo scenario come sempre, specie a quell’ora, anche perchè a parte me c’erano solo animali, alberi, pietre, suoni, laghetti e pioggia a tratti…
Devo dire che rispetto all’ultima uscita in montagna, ormai prima dello scorso febbraio, sono migliorato…
Infatti oggi ho sempre corso anche nei punti in cui, fino all’ultima volta, tendevo a marciare o camminare e muscolarmente le gambe sono molto più in forma…
Anche il recupero è stato abbastanza rapido.
In sostanza buon allenamento, molto duro (almeno per me e per il mio livello attuale…)…
Ciò non toglie che mi sono ricordato subito, dopo i primi passi, di quanto è dura la corsa in montagna!!!
Ogni volta, per quanto cerchi di ricordarmi la fatica della volta precedente, vengo ributtato in un lago di umiltà dalla montagna…
Sono lì che faccio un passo dopo l’altro in salite impervie, respiro a fatica e con tenacia cerco di non mollare e allo stesso tempo mi godo lo spettacolo che mi circonda e che cambia in funzione del variare della luce, tra alba, nuvole e azzurro…
Mentre vado su ripenso agli allenamenti fatti lontano dalla montagna e mirati proprio a poter correre su queste salite e cerco di dargli un senso, di giustificare la fatica fatta a Roma…
Riesco a concludere un buon allenamento, molto duro per il mio (basso?)livello attuale, e negli ultimi Km penso a come si allenano gli ultra trailer che vivono vicino alle montagne, specie al nord, dove possono correre in condizioni molto dure tutte le settimane ed anche durante la settimana…
E mi ricordo che, in fondo, sono solo un verme cittadino!
Respiro smog e corro in pianura in una città antisport, priva di risorse e strutture per atleti di ogni disciplina (città che si dichiara olimpica ma distrugge anche quel poco di spazio sportivo che aveva!!!), passo il tempo nel traffico e scorro le giornate tra i “problemi” di lavoro (per me le cose veramente importanti sono altre…), non è normale lo so (per me la normalità è ben diversa…), fortuna che ci sono i miei Tesori a riempirmi di gioia e regalarmi continue emozioni immense e sempre nuove…
Ma devo essere sempre migliore per loro, vorrei essere l’esempio vivente di quello che cerco di trasmettergli e quindi non mi posso arrendere a rimanere un semplice verme cittadino, ma devo continuare a sognare e a cercare di fare in modo che ciò che veramente è normale trascenda la (a)normalità quotidiana…
Forse è anche per questo che, quando riesco, vado a chiedere alla montagna di ricordarmi l’umiltà e di come si può fare a tirare fuori tenacia, coraggio, anima e tutto quello che posso …
Ammetto e non nascondo che è stata dura oggi, spero di riuscire ad andare ad allenarmi in montagna almeno qualche altra volta prima della Prealpi Trail di fine Luglio, altrimenti sarà veramente molto dura…
e vorrà dire che mi allenerò/purificherò alla Prealpi…
In ogni caso sono migliorato, almeno un altro passo l’ho fatto…
Ne devo fare ancora molti altri!
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Scritto da alessandro in News, tags: Adamello, alaska, Camp, myfootworks, patagonia, podistica solidarietà, Prealpi trail, Raidlight, salomon, Spiritotrail, sportland, Susitna 100, the north face
Dopo la mia prima esperienza assoluta in una “gara podistica” (non avevo mai partecipato neanche ad un 5K su strada…) alla fantastica Susitna 100 che, come sapete, mi ha dato molto e mi ha permesso di fare il primo passo in un mondo più vasto, sto proseguendo il cammino in questo 2010, mettendo umilmente un piede dopo l’altro…
Anche se da Febbraio non ho ancora avuto modo di allenarmi con Schiuma, non significa che non mi stia allenando e sto cercando di prepararmi per i prossimi obiettivi.
Adesso, e sempre, le mie migliori energie sono tutte rivolte ai miei Meravigliosi Tesori, ma sto cercando di allenarmi per bene.
Ho in programma di partecipare a qualche prova di corsa in montagna sia per avere modo di fare sicuramente qualche buon allenamento, che per divertirmi e fare esperienza gustandomi gli scenari naturali in cui tali prove si svolgono.
La prossima prova a cui parteciperò si terrà a fine Luglio sulle Alpi.
Una prova in autosufficienza di 84 Km con 4600 metri di dislivello positivo da chiudere nel tempo massimo di 18 ore.
Come la Susitna 100 è stata non solo la mia prima Adventure Race ma anche la prima “gara podistica” a cui ho partecipato, anche questa sarà la prima prova di corsa in montagna.
Da qualche parte si dovrà pur iniziare…
Spero di riuscire a concluderla e di terminarla entro il tempo limite, ma soprattutto spero di divertirmi e imparare ancora, di fare un altro passo verso la scoperta di me stesso e dei miei limiti per continuare a crescere e spero che questa prova possa essere un buon allenamento lungo la strada che mi riporterà in Alaska a completare quel capitolo aperto il 13 Febbraio scorso…
Penso di partecipare anche ad altre prove nella natura, sulla neve e in notturna tra l’utunno e l’inverno per allenarmi ancora, fare nuove esperienze, imparare, divertirmi e per testare i miei miglioramenti se vi saranno.
Per il livello in cui sono attualmente, di sicuro, non potrò che migliorare e cercare una crescita continua ed evolutiva sotto tutti i punti di vista…
All’inizio di un cammino (come quello che ho intrapreso circa un anno fa…) non è difficile migliorare visto il livello brado da cui ci si muove.
Ma più si cammina, più si corre e più diventa dura migliorarsi e fare un altro passo quando sembra di non muoversi neanche di un millimetro, ma è in quel momento che si deve avere l’Umiltà e la tenacia per non arrendersi e capire chi sei veramente, se sei capace di fare il passo giusto al momento giusto, se sei in grado di non abbatterti dopo una sconfitta (anche se subita contro te stesso) ma di imparare da essa.
Lo sport (dal nuoto al tennis, dall’atletica al Rugby) mi ha insegnato che si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie, forse perchè le sconfitte non le dimentichi facilmente…
E se hai voglia di non fermarti, di scoprirti sempre nuovo dopo ogni prova a cui ti sottoponi avrai sempre le motivazioni giuste per continuare il cammino e per continuare a Sognare.
Perchè non gareggi per dimostrarti migliore di altri o stabilire un record personale, ma ti metti alla prova semplicemente per “testare” te stesso e per alimentare quel fuoco che arde dentro di te, un fuoco che se ascoltato e alimentato ti illlumina e ti scalda, ma se ignorato rischia di bruciarti.
Mai smettere di ascoltare il tuo vero io, mai commettere il comune errore di vivere contro natura…
e poi, in ogni caso, eviteremo di diventare pigri e grassi come Homer Simpson.
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Dopo tre settimane di Triathlon per gestire l’infortunio, ho finalmente potuto riprendere i lunghi nella natura…
6 ore di corsa, zaino in spalla, tra pioggia, fango e nebbia, con tanta salita a tratti molto severa…
aspettando la neve!
sarà stata anche dura, ma mi sono potuto godere degli scenari naturali sempre bellissimi, in una giornata di autunno, con i colori della foresta e i riflessi sul lago che cambiavano nelle diverse fasi della giornata…
i primi 40 Km sono passati benone, anche se ogni passo era condizionato dai segnali che il mio polpaccio avrebbe potuto inviarmi, ma gli utlimi sono stati duri da gestire, specialmente in salita, forse perchè ho dovuto saltare qualche lungo in montagna nelle ultime settimane, o forse perchè iniziano a spuntare i segni di tanti mesi di fatica …
fatto sta che non sono riuscito ad arrivare ai 60 Km…ma non sono ancora in grado di fare una cosa simile…
eppure, superati i 52Km, non erano così lontani…
dopo 10 mesi di sacrifici è difficile capire esattamente quanto sia il logorio provocato dal carico di lavoro o quanto il saltare alcune sedute impegnative, per gestire i vari problemi che si incontrano durante il percorso, ad influenzare gli allenamenti…
devo dire che mentalmente sono in forma e motivato e che spesso la testa porta il mio fisico sempre un passo più avanti…
è vero, domenica ho passato la notte in bianco per i dolori e doloretti vari, ma mentre mi rotolavo nel letto già pensavo a come allenarmi lunedì all’alba, martedì in piscina e già disegnavo mentalmente i vari persorsi da fare in montagna nel prossimo fine settimana…
in questi ultimi mesi sto affrontando allenamenti che lasciano il segno, ma ricordano l’umiltà e quanto ci vuole per poter raggiungere un obiettivo…
e questo è un buon segnale, sarà che inizio a sentire l’odore della gara…
e il bello deve ancora venire!
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Scritto da alessandro in News, tags: alaska, Camp, Enrico Vedilei, footworks, Francesco Scarparo, Jacket R2, Krakatoasport, Lucy Scarparo, Nordsen, patagonia, Runner's, running, stefano miglietti, Susitna 100, Ultrarunner, ultratrail
Vorrei ringraziare qualche amico che, oltre ad incoraggiarmi, mi sta dando una grande mano non solo nello scegliere il materiale migliore per gli allenamenti, ma anche per equipaggiarmi al meglio per la gara…
Durante la Susitna 100, in Alaska, dovrò avere un equipaggiamento minimo obbligatorio (dalla snowsled ai bivy sack per condizioni estreme, dalla headlamp ai jacket R2, ecc.) e il materiale tecnico per potermi esprimere al meglio con praticità nel fronteggiare le condizioni ambientali ed allo stesso tempo non impedire il gesto atletico…
Devo quindi ringraziare i miei amici e Fornitori Ufficiali Lucy e Francesco Scarparo (Footoworks) ed Enrico Vedilei (Krakatoasport).
Lucy e Francesco sono mitici!
Runners di elevato profilo che sanno sempre consigliarmi al meglio nella scelta del materiale di allenamento prendendo le mosse dalle esperienze vissute sulla propria pelle.
Il loro negozio – Footworks a Roma – oltre ad avere il meglio in termini di corsa e tutto ciò che gravita intorno al running, ha anche un bel pistino su cui provare le scarpe e studiare l’appoggio, la postura, ecc., è un ambiente familiare ed amichevole…fantastico!
Francesco inoltre mi aiuta a reperire una parte del materiale necessario per andare in Alaska ed anche per questo lo voglio ringraziare.
E’ sempre un piacere incontrare Lucy e Francesco e scambiarci pareri e opinioni in merito agli allenamenti, alle gare, alla resa di scarpe, maglie, ecc. , ma anche raccontare di viaggi e vacanze e farsi una bella chiacchierata tra amici…
Enrico, noto ultrarunner, tramite il suo KrakatoaSport, mi fornisce e mi aiuta a trovare tutto ciò che occorre ad affrontare una prova come la Susitna 100 che si snoda su 160 Km in autonomia in mezzo alle foreste ed al ghiaccio dell’Alaska a temperature estreme…
anche Enrico, forte dell’esperienza vissuta sulla propria pelle, riesce ad indirizzarmi nella scelta dell’equipaggiamento in funzione della qualità, dell’efficacia e della praticità…
ha esperienza in ambienti e distanze diverse, quindi oltre ad essere un fornitore è anche un vero e proprio tester dei materiali che propone…
sempre molto disponibile, con esperienza si studia tutto quello che gli richiedo…
Per un “pinco pallino” come me è fantastico poter contare sulla disponibilità e l’auito di persone da cui poter apprendere consigli utili….
Non posso esimermi, al solito, dal ringraziare ancora una volta il mio Ispiratore e Trainer Stefano Miglietti!!!
è sempre seguendo con totale fiducia le sue indicazioni e i suoi consigli che mi rivolgo a Lucy, Francesco ed Enrico al fine di reperire ciò che mi occorre…
Grazie Stefano per la pazienza, i consigli e l’aiuto che mi dai continuamente da quasi un anno ormai…da te ho molto da imparare e non solo dal punto di vista tecnico, sei un grande, cercherò di onorare al meglio la tua fiducia!!!
Grazie ragazzi, mi state dando un grande aiuto!
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Da due giorni è ufficiale:
a Febbraio sarò al via della Susitna 100!
ormai non ci sono più scuse, il dado è tratto!
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