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Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il fine settimana dal 28/7 al 31/7/2010, non è solo il weekend dell’adamello supertrail…

Partenza da Viterbo, dove impiego un’ora a salire in macchina come ogni volta che devo salutare i miei pargoli e non riesco a staccarmi da loro, dai loro sorrisi, dai loro sguardi, dai loro discorsi, dalle loro braccette vispe e forti che già sono tutto un programma…

Arrivo al Lago di Iseo dove il grande Stefano mi ha prenotato l’albergo e, dopo aver fatto un giro sul lido ed un tuffo in piscina, la sera viene a prendermi Roberto per andare a cena e descrivermi un pò ciò che mi sarebbe aspettato da lì a poco… Serata piacevolissima in compagnia di Roberto e della sua dolce metà.

La mattina seguente la apro con una bella sgambata su un lungo lago incantevole e poi vado a pranzo con Stefano, sempre disponibilissimo e prodigo di utili consigli.

La giornata non promette bene e, non potendo gustarmi il lago o la piscina, mi immergo nel libro “Ama il tuo nemico” (da consigliare!).

I due giorni prima della gara tra gli amici Stefano e Roberto – rispettivamente un MITO della corsa estrema e un Fenomeno nell’Ultra – sono stati piacevoli ed utilissimi e non potevo fare a meno di pensare che “fui terzo tra cotanto senno” e chissà se ne sarò mai degno.

Il giorno del via della gara mi arriva anche il messaggio del mio grande amico Matteo (che già mi ha seguito nella mia prima avventura in Alaska) che mi avvisa che sta arrivando al rifugio vicino Bazena (il traguardo della gara) dove mi aspetterà all’arrivo.

La gara parte… ma già vi ho raccontato della prova nel post precedente a cui vi rimando…

Insomma, weekend di gara sì, ma anche fine settimana tra amici in posti splendidi…

L’unica cosa è, come sempre, che ogni volta che mi allontano devo fronteggiare la mancanza dei miei 3 tesori…

Certo, sullo splallaccio dello zaino ho sempre il bavaglino legato e durante la prova più che la loro mancanza sento la loro energia, ma non vedo l’ora di poterli portare con me al via delle prossime gare per ritrovarli all’arrivo e magari approfittare di qualche bel weekend in qualche bel posto.

All’arrivo di Bazena, comunque, trovo Matteo ci scattiamo una foto ricordo e mangiamo voracemente un bel piatto di casoncelli e un tagliere di formaggi, dopodichè si torna a casa…

Mi sarebbe piaciuto documentare con qualche bella foto gli scenari favolosi che ho incontrato durante la gara, ma per mantenere lo zaino il più leggero possibile ho lasciato la macchina fotografica a valle e, viste le condizioni meteo incontrate, forse è stato meglio…con tutta quell’acqua avrei dovuto buttare la macchinetta…

Ora è tempo di pensare alle prossime ultra in natura, probabilmente un paio ad ottobre e una dicembre prima di volare in Alaska a febbraio.

Alla prossima by ale

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L’importante è non arrendersi mai, a prescindere dalle condizioni e dal risultato.

Dovevo correre 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo, ho corso 102 Km con 4620 mt di dislivello positivo…

Ma Buono così!

E già, la mia prima Ultra in montagna è stata più dura del previsto ed il battesimo del fuoco incandescente…

Probabilmente a causa dei miei errori da principiante…

Mi sono perso 4 volte allungando il percorso di 20 Km …

Al via sono in ottima compagnia, molti atleti e atlete di livello tra cui (un onore!) Marco Olmo – già campione del mondo – e pluridecorato Ultratrailer…

Parto intenzionato a non farmi influenzare dagli altri, anche perchè per me si tratta del primo di una serie di “allenamenti” che mi devono preparare al ritorno in Alaska.

Parto bene, gli unici (primi) 5 km in piano, zaino in spalla, li percorro senza fatica a 12 Km/h (e qualcosa più) per risparmiare energie, poi iniziano le salite.

Al primo rifornimento (circa al 12° Km) sono ad una media di 8,7 Km/h e al secondo rifornimento (circa al 32° Km) sono ad una media di 7,4 Km/h anche se in là con il tempo visto che già avevo deviato dal percorso di gara…

Questo significa che nei brevi tratti in piano e discesa (quelle meno viscide) sono andato a 10-12 Km/h e 16-18 Km/h, mentre nelle salite (lunghe anche 9 Km e con pendenze fino ad oltre il 20 % … mi hanno detto poi…) non sono andato oltre i 4-5 Km/h e a anche meno…

Le segnalazioni della gara, a mio parere e visti i commenti infuocati degli altri partecipanti, non erano il massimo e complice le condizioni meteo pessime ed una violenta grandinata (mi sembrava di essere lapidato con pepite di ghiaccio) ho perso i segnali molto spesso…

La grandine era un vero e proprio tappeto viscido a terra e copriva i segnavia, inoltre mi era finita nelle scarpe dove mi tagliuzzava i piedini…

Ho fatto inutilmente una bella salitina di 6 Km (con una pendenza almeno del 15-18%) per poi tornare indietro alla ricerca della retta via…

Le salite, impervie ed impegnative già di loro, erano ostiche: difficilissimo rimanere in piedi e ho fatto almeno 4-5 tonfi…

Purtroppo anche nei punti in cui avrei voluto spingere per guadagnare terreno era difficile (almeno per me) avere una buona andatura.

Prima dell’attacco del muro più duro dei primi 50 Km, ovviamente, mi perdo di nuovo e questo perchè stavo spingendo a tutta per recuperare ancora terreno ed era buio…

Questo errore l’ho pagato caro, infatti nel tornare su mi è costato un ulteriore allungamento del muro più lungo e impennato della prima metà gara…

Ma sono qui per allenarmi e fare esperienza e non mi arrabbio con i segnali di gara, voglio credere di essere un principiante verme cittadino che commette, appunto, errori da principiante.

Tornato sulla retta via, torno indietro alla ricerca del 3° rifornimento ma lo trovo deserto ed il 4° non l’ho neanche mai incontrato… problemi di fame e di gestione della sete si aggiungono alle altre difficoltà…

Ma si sà, in queste prove l’imponderabile è da mettere in conto e quindi non mi lamento e vado avanti, anzi vado su sulle solite interminabili salite.

In piena notte, oltre i 2000 mt s.l.m. il cielo si libera e mi regala uno scenario fantastico, un panorama da favola in notturna, la luna è diventata tanto lucente che potevo spegnere la lampada frontale e vedere benissimo.

Il lago di Iseo più di 2000 metri più in basso, il vento e le stelle, gli animali completano quello che ritengo uno dei più bei capolavori che abbia mai visto…firmato madre natura.

Sebbene sono in crisi di fame e sete, incredibilmente non ho problemi muscolari di rilievo, ma solo doloretti di fatica normalissimi quando si corrono 100 Km in montagna con condizioni avverse.

Dopo qualche ora altro spettacolo: l’Alba!

Fino a questo punto non mi ero mai innervosito, ma quando ho notato che all’85° Km ero alla 17ma ora di gara sinceramente mi sono un pò incacchiato perchè sarei stato nel tempo limite di gara, invece mi mancavano ancora una 20na di Km e chissà quanta salita ancora…

Gli ultimi Km di una corsa simile anche una salitella di 20 metri sembra troppo lunga e impervia e i piedi implorano pietà…

Incontro una specie di fattoria e posso rabboccare, finalmente, le borracce!

Incontro anche un altro ragazzo che si era perso e lui, fortunatamente aveva parecchi viveri con se e mi sfama, da lì in poi continuiamo insieme con lo spirito che si intravede nella celebre immagine di Coppi e Bartali…

Uno sfama e l’altro fa strada fino al traguardo.

Dopo la 18ma ora, sia per fame, sia perchè appena finito oltre il tempo limite mollo un attimo e calo l’andatura, ormai l’importante è arrivare e la classifica non conta.

Giunto al traguardo il mio grande amico Matteo e l’organizzatore mi informano che la gara è stata una carneficina…

Il grande Marco Olmo si è ritirato prima del 40° Km e prima di affrontare il Monte Guglielmo…

Su circa 150 partenti ne sono arrivati al traguardo si e no una 40na e una manciata (da contare sulla dita di una mano) entro il tempo limite.

Quindi alla fine non è andata malaccio, se penso che all’85° Km ero a 17 ore e che alla fine anzichè 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo ne ho affrontati 102 km e 4620 mt di dislivello…

Inoltre se molti atleti forti ed esperti si sono fermati, persi, e sono stati soccorsi, significa che la gara ha fatto selezione.

E’ vero, mi sono perso 4 volte (non ho visto i segnali) e mi sono mancati 2 (dei 4)  rifornimenti, ma forse sono stati semplicemente miei errori da principiante (alla fine sono solo un verme cittadino alla prima esperienza).

Ma niente scuse! Alla fine, anche se c’è riuscito solo uno, il vincitore è arrivato al traguardo entro il tempo limite e quindi, in qualche modo, si poteva fare…

In ogni caso devo dire che è stato un gran bel test e fisicamente mi sento benone, non ho problemi fisici e muscolari, ma solo i piedi sono da buttare.

Il giorno dopo la gara ho potuto anche fare un paio d’ore di nuoto (una la mattina e una la sera), il che dovrebbe voler dire che sono in buone condizioni.

Forse l’organizzazione può essere migliorata, ma la gara merita veramente molto, percorso impegnativo ma favoloso, scenari fantastici: DA RIFARE!!!

Bravo Pier!

L’anno prossimo conto di essere al via più esperto e più forte!

In ogni caso sono sulla strada giusta, tra ottobre e dicembre un altro paio di Ultra in natura per testare la preparazione e l’esperienza e poi punto a chiudere il discorso rimasto aperto in Alaska.

Se ne vedranno delle belle!

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