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un pargolo corre spalle in avanti tenendo la palla ovale stretta con forza in due manine come un centro e poi la lancia verso il muro del salone come un tallonatore… l’altro pargolo corre stringendo sotto il braccino la palla ovale e poi la fa cadere a terra iniziando a calciarla verso la porta della cucina… se provo a prendere loro la palla si arrabbiano e corrono scalpitanti… e quando inizia la Haka si fermano ed iniziano a fare le linguacce… e il loro papà non c’entra niente con tutto ciò… 18 mesi e già hanno capito…

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Al traguardo dopo una bella “somarata” di 102 km (106 effettivi) e 5900 mt di dislivello positivo…

… e avere ancora l’energia di sorridere…

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gli eventi negativi sono solo di passaggio e non devono condizionarci, in modo che la sana e positiva motivazione che ci muove rimanga incrollabile e il nostro spirito saldo.

Così, con forza e tenacia dobbiamo rialzarci dopo la sconfitta e andare avanti senza esitazione verso i nostri sogni…

l’importante è non arrendersi e avere il coraggio di rimettersi in gioco…

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a volte ci vuole coraggio, ma anche lucidità, per accettare la sconfitta o decidere di rinunciare…

è dura soprattutto quando si è consapevoli di valere più del risultato che ne scaturirà…

ma in prove, in solitaria o gare, che sono più che sportive non si parte per superare gli altri o dimostrare qualcosa a qualcuno…

e non interessa se qualcuno la prende con superficialità e altri sono più forti…

si è in prova con se stessi, alla ricerca di un limite e di risposte…

e quando ci si ritrova sempre nuovi e si è colta la risposta alla domanda che ci ha motivato ad intraprendere la sfida, non si hanno rimpianti, l’importante è avere avuto il coraggio di provare e non essersi risparmiati.

e davanti allo specchio dell’anima i riflettori sono spenti e non c’è nessuno ad applaudire, ma è fondamentale poter riconoscere il proprio vero io…

con noi stessi non esistono scuse!

la sconfitta, la rinuncia, quando non v’è rimpianto, presuppongono un certo coraggio, una buona dose di forza e grande umiltà…

le vittorie sono molto più piacevoli da raccontare, ma le sconfitte si ricordano meglio…sono come un fuoco da cui trarre energia, calore e luce che permettono di crescere, migliorare, rinforzarsi…

si deve reagire abbeverandosi alla fonte della sconfitta e non farsi sopraffare da essa, altrimenti, anzichè alimentare lo spirito rischia di bruciare…

l’importante è non arrendersi, affrontare ogni ostacolo con coraggio e tenacia, andando avanti senza esitazione anche attraverso i momenti più difficili… e il tuo momento verrà!

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…bene, siamo a – 5 dalla partenza per l’Alaska e a – 9 dallo start della gara…

dopo l’allenamento di martedì sera da Riccardo (lavoro con i ragazzi del Karate, come ogni martedì nelle ultime settimane…lavoro specifico…), mi è stato illustrato il programma di “scarico”/”richiamo” di questi ultimissimi giorni…

ora so quello che devo fare… devo solo farlo…

inizo a pensare, con tranquillità, alla prova…e vedremo che succede….

un piacere rivedere gli amici del Rugby domenica al campo e ieri sera a cena, sempre pronti all’incoraggiamento…

e un piacere stare con gli amici (compagni di scuola) lunedì…

un vero piacere percepire l’interesse e l’appoggio degli amici in questi ultimi giorni…

Grandi!

…vedremo…

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far quadrare i conti per prepararsi e poter prendere parte a prove sportive…

già in Italia (Roma) è difficile (quasi impossibile) potersi allenare come si deve (cfr “un Paese (città) antisport…“)… troppe assurde barriere alla libertà sportiva…

inoltre (di conseguenza) non si riesce a trovare alcun supporto per la copertura delle spese (equipaggiamento, iscrizioni, viaggi…) che non sono poi così elevate per eventuali “sponsor” che si dovessero commuovere…

peccato… in questo modo la prossima prova in Alaska (tra 1 mese…) rischia di essere l’ultima anzichè la prima di una lunga serie…

peccato… una bici da Triathlon costa talmente tanto che anche il provare una gara Iron Man o 70.3 sarà quasi sicuramente impossibile…

eppure ci sono deserti e posti al freddo (cfr “obiettivi/sogni futuri“) ed altre prove sportive stimolanti che sono lì ad aspettare…

la passione, la tenacia, il sacrificio, l’allenamento li fornisco io senza risparmiarmi e senza esitazione!

 

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Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il Dinamico Duo al traguardo di Bazena 31-7-'10

Il fine settimana dal 28/7 al 31/7/2010, non è solo il weekend dell’adamello supertrail…

Partenza da Viterbo, dove impiego un’ora a salire in macchina come ogni volta che devo salutare i miei pargoli e non riesco a staccarmi da loro, dai loro sorrisi, dai loro sguardi, dai loro discorsi, dalle loro braccette vispe e forti che già sono tutto un programma…

Arrivo al Lago di Iseo dove il grande Stefano mi ha prenotato l’albergo e, dopo aver fatto un giro sul lido ed un tuffo in piscina, la sera viene a prendermi Roberto per andare a cena e descrivermi un pò ciò che mi sarebbe aspettato da lì a poco… Serata piacevolissima in compagnia di Roberto e della sua dolce metà.

La mattina seguente la apro con una bella sgambata su un lungo lago incantevole e poi vado a pranzo con Stefano, sempre disponibilissimo e prodigo di utili consigli.

La giornata non promette bene e, non potendo gustarmi il lago o la piscina, mi immergo nel libro “Ama il tuo nemico” (da consigliare!).

I due giorni prima della gara tra gli amici Stefano e Roberto – rispettivamente un MITO della corsa estrema e un Fenomeno nell’Ultra – sono stati piacevoli ed utilissimi e non potevo fare a meno di pensare che “fui terzo tra cotanto senno” e chissà se ne sarò mai degno.

Il giorno del via della gara mi arriva anche il messaggio del mio grande amico Matteo (che già mi ha seguito nella mia prima avventura in Alaska) che mi avvisa che sta arrivando al rifugio vicino Bazena (il traguardo della gara) dove mi aspetterà all’arrivo.

La gara parte… ma già vi ho raccontato della prova nel post precedente a cui vi rimando…

Insomma, weekend di gara sì, ma anche fine settimana tra amici in posti splendidi…

L’unica cosa è, come sempre, che ogni volta che mi allontano devo fronteggiare la mancanza dei miei 3 tesori…

Certo, sullo splallaccio dello zaino ho sempre il bavaglino legato e durante la prova più che la loro mancanza sento la loro energia, ma non vedo l’ora di poterli portare con me al via delle prossime gare per ritrovarli all’arrivo e magari approfittare di qualche bel weekend in qualche bel posto.

All’arrivo di Bazena, comunque, trovo Matteo ci scattiamo una foto ricordo e mangiamo voracemente un bel piatto di casoncelli e un tagliere di formaggi, dopodichè si torna a casa…

Mi sarebbe piaciuto documentare con qualche bella foto gli scenari favolosi che ho incontrato durante la gara, ma per mantenere lo zaino il più leggero possibile ho lasciato la macchina fotografica a valle e, viste le condizioni meteo incontrate, forse è stato meglio…con tutta quell’acqua avrei dovuto buttare la macchinetta…

Ora è tempo di pensare alle prossime ultra in natura, probabilmente un paio ad ottobre e una dicembre prima di volare in Alaska a febbraio.

Alla prossima by ale

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L’importante è non arrendersi mai, a prescindere dalle condizioni e dal risultato.

Dovevo correre 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo, ho corso 102 Km con 4620 mt di dislivello positivo…

Ma Buono così!

E già, la mia prima Ultra in montagna è stata più dura del previsto ed il battesimo del fuoco incandescente…

Probabilmente a causa dei miei errori da principiante…

Mi sono perso 4 volte allungando il percorso di 20 Km …

Al via sono in ottima compagnia, molti atleti e atlete di livello tra cui (un onore!) Marco Olmo – già campione del mondo – e pluridecorato Ultratrailer…

Parto intenzionato a non farmi influenzare dagli altri, anche perchè per me si tratta del primo di una serie di “allenamenti” che mi devono preparare al ritorno in Alaska.

Parto bene, gli unici (primi) 5 km in piano, zaino in spalla, li percorro senza fatica a 12 Km/h (e qualcosa più) per risparmiare energie, poi iniziano le salite.

Al primo rifornimento (circa al 12° Km) sono ad una media di 8,7 Km/h e al secondo rifornimento (circa al 32° Km) sono ad una media di 7,4 Km/h anche se in là con il tempo visto che già avevo deviato dal percorso di gara…

Questo significa che nei brevi tratti in piano e discesa (quelle meno viscide) sono andato a 10-12 Km/h e 16-18 Km/h, mentre nelle salite (lunghe anche 9 Km e con pendenze fino ad oltre il 20 % … mi hanno detto poi…) non sono andato oltre i 4-5 Km/h e a anche meno…

Le segnalazioni della gara, a mio parere e visti i commenti infuocati degli altri partecipanti, non erano il massimo e complice le condizioni meteo pessime ed una violenta grandinata (mi sembrava di essere lapidato con pepite di ghiaccio) ho perso i segnali molto spesso…

La grandine era un vero e proprio tappeto viscido a terra e copriva i segnavia, inoltre mi era finita nelle scarpe dove mi tagliuzzava i piedini…

Ho fatto inutilmente una bella salitina di 6 Km (con una pendenza almeno del 15-18%) per poi tornare indietro alla ricerca della retta via…

Le salite, impervie ed impegnative già di loro, erano ostiche: difficilissimo rimanere in piedi e ho fatto almeno 4-5 tonfi…

Purtroppo anche nei punti in cui avrei voluto spingere per guadagnare terreno era difficile (almeno per me) avere una buona andatura.

Prima dell’attacco del muro più duro dei primi 50 Km, ovviamente, mi perdo di nuovo e questo perchè stavo spingendo a tutta per recuperare ancora terreno ed era buio…

Questo errore l’ho pagato caro, infatti nel tornare su mi è costato un ulteriore allungamento del muro più lungo e impennato della prima metà gara…

Ma sono qui per allenarmi e fare esperienza e non mi arrabbio con i segnali di gara, voglio credere di essere un principiante verme cittadino che commette, appunto, errori da principiante.

Tornato sulla retta via, torno indietro alla ricerca del 3° rifornimento ma lo trovo deserto ed il 4° non l’ho neanche mai incontrato… problemi di fame e di gestione della sete si aggiungono alle altre difficoltà…

Ma si sà, in queste prove l’imponderabile è da mettere in conto e quindi non mi lamento e vado avanti, anzi vado su sulle solite interminabili salite.

In piena notte, oltre i 2000 mt s.l.m. il cielo si libera e mi regala uno scenario fantastico, un panorama da favola in notturna, la luna è diventata tanto lucente che potevo spegnere la lampada frontale e vedere benissimo.

Il lago di Iseo più di 2000 metri più in basso, il vento e le stelle, gli animali completano quello che ritengo uno dei più bei capolavori che abbia mai visto…firmato madre natura.

Sebbene sono in crisi di fame e sete, incredibilmente non ho problemi muscolari di rilievo, ma solo doloretti di fatica normalissimi quando si corrono 100 Km in montagna con condizioni avverse.

Dopo qualche ora altro spettacolo: l’Alba!

Fino a questo punto non mi ero mai innervosito, ma quando ho notato che all’85° Km ero alla 17ma ora di gara sinceramente mi sono un pò incacchiato perchè sarei stato nel tempo limite di gara, invece mi mancavano ancora una 20na di Km e chissà quanta salita ancora…

Gli ultimi Km di una corsa simile anche una salitella di 20 metri sembra troppo lunga e impervia e i piedi implorano pietà…

Incontro una specie di fattoria e posso rabboccare, finalmente, le borracce!

Incontro anche un altro ragazzo che si era perso e lui, fortunatamente aveva parecchi viveri con se e mi sfama, da lì in poi continuiamo insieme con lo spirito che si intravede nella celebre immagine di Coppi e Bartali…

Uno sfama e l’altro fa strada fino al traguardo.

Dopo la 18ma ora, sia per fame, sia perchè appena finito oltre il tempo limite mollo un attimo e calo l’andatura, ormai l’importante è arrivare e la classifica non conta.

Giunto al traguardo il mio grande amico Matteo e l’organizzatore mi informano che la gara è stata una carneficina…

Il grande Marco Olmo si è ritirato prima del 40° Km e prima di affrontare il Monte Guglielmo…

Su circa 150 partenti ne sono arrivati al traguardo si e no una 40na e una manciata (da contare sulla dita di una mano) entro il tempo limite.

Quindi alla fine non è andata malaccio, se penso che all’85° Km ero a 17 ore e che alla fine anzichè 84 Km e 4100 mt di dislivello positivo ne ho affrontati 102 km e 4620 mt di dislivello…

Inoltre se molti atleti forti ed esperti si sono fermati, persi, e sono stati soccorsi, significa che la gara ha fatto selezione.

E’ vero, mi sono perso 4 volte (non ho visto i segnali) e mi sono mancati 2 (dei 4)  rifornimenti, ma forse sono stati semplicemente miei errori da principiante (alla fine sono solo un verme cittadino alla prima esperienza).

Ma niente scuse! Alla fine, anche se c’è riuscito solo uno, il vincitore è arrivato al traguardo entro il tempo limite e quindi, in qualche modo, si poteva fare…

In ogni caso devo dire che è stato un gran bel test e fisicamente mi sento benone, non ho problemi fisici e muscolari, ma solo i piedi sono da buttare.

Il giorno dopo la gara ho potuto anche fare un paio d’ore di nuoto (una la mattina e una la sera), il che dovrebbe voler dire che sono in buone condizioni.

Forse l’organizzazione può essere migliorata, ma la gara merita veramente molto, percorso impegnativo ma favoloso, scenari fantastici: DA RIFARE!!!

Bravo Pier!

L’anno prossimo conto di essere al via più esperto e più forte!

In ogni caso sono sulla strada giusta, tra ottobre e dicembre un altro paio di Ultra in natura per testare la preparazione e l’esperienza e poi punto a chiudere il discorso rimasto aperto in Alaska.

Se ne vedranno delle belle!

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E’ iniziato Luglio ormai da 6 giorni e la Prealpi trail di fine mese si avvicina…

Inizio a sentire l’odore della mia prima ultra trail in montagna …

84 Km, 4500 mt di dislivello positivo, partenza di giorno e al caldo di Brescia (slm) e gran parte della gara  in notturna (presumibilmente) fino oltre i 2000 mt di altitudine salendo per le montagne, sui passi alpini,  fino al Maniva. Il tutto in un’unica tappa da percorrere in semi-autosufficienza…

Questi ultimi mesi non sono stati proprio riposanti e di tempo per allenarmi ne ho avuto meno del solito, ma ho cercato di fare il massimo possibile e nel modo più mirato possibile (grazie soprattutto alla guida di Riccardo, come avete potuto leggere in precedenti post)…

Due settimane fa ancora non avevo mai messo piede in montagna, poi fortunatamente sono riuscito a svolgere 3 allenamenti in montagna nelle ultime due settimane…

Non che siano sufficienti, anzi a me sembrano sempre pochi, ma sono migliorato rispetto a febbraio e spero di riuscire a fare almeno uno o due altri allenamenti in montagna prima della prova…

In realtà la Prealpi, per me, sarà un allenamento o meglio uno degli allenamenti in vista del ritorno in Alaska a febbraio e spero di trarne utili insegnamenti sotto il profilo dell’esperienza e di migliorare lo stato di forma sia fisico che mentale.

Sicuramente sarà dura, ma spero anche divertente, in ogni caso avrò la fortuna di attraversare degli scenari stupendi e avrò la possibilità di scoprire ancora qualcosa di me stesso.

Sarò all’altezza della Prealpi?

Non lo so… ma non vedo l’ora di scoprirlo!

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Riccardo e il cross training…

Dopo la Susitna Riccardo mi ha indirizzato verso un tipo di allenamento molto diverso da quello che ho seguito in preparazione della Susitna 100 miles in cui ho sempre e solo corso anche se in modo particolare e mirato.

A dire il vero ci sono stati solo 2 momenti durante la preparazione alla prova in Alaska in cui ho sfruttato anche altri sport (mountain bike, nuoto, palestra e triathlon):

Il primo fu ancor prima di iniziare ad allenarmi per trovare una forma decente idonea a sostenere gli allenamenti;

il secondo, a metà strada, in cui a causa di un infortunio abbastanza serio non ho potuto correre per più di un mese ed ho sfruttato allenamenti alternativi.

Diciamo anche che, adorando lo sport, non mi dispiace (anzi…) cimentarmi in diverse discipline…

Tornando al nuovo programma di allenamento…

Subito dopo il mio ritorno dall’Alaska, Riccardo mi impose un mese intero di scarico e recupero attivo, sia dal punto di vista fisico che mentale, sfruttando mountain bike, nuoto, tennis e palestra e accantonando la corsa.

Dovevo fare sport in modo blando, 2-3 volte a settimana solo per divertirmi e leccarmi le ferite…senza impegno.

Nel frattempo si è studiato sia la mia scarsa disponibilità di tempo (tra professione, dottorato, pubblicazioni, figli, ecc.), sia l”handicap” di non potermi allenare in montagna e su vere salite durante la settimana, ma potendolo fare solo saltuariamente in qualche weekend, sia la mia inclinazione a praticare diverse discipline sportive.

Ed è così che ha impostato un programma di allenamento molto stimolante, molto impegnativo, molto divertente, mai monotono e che mantiene sempre viva la voglia di allenarsi.

E’ un modo di allenarsi molto diverso dal classico “correre e basta”, alla fine della settimana corro tra le 3 e le 4 volte (salvo che in alcuni giorni possa capitare di allenarsi due volte aumentando il computo totale, ma non capita spesso)…

Anche il chilometraggio totale settimanale non arriva mai ad essere neanche quello di un maratoneta, ma qualitativamente ammetto che l’intensità è elevata.

Il nuoto, la mountain bike ed almeno una seduta di allenamento in palestra a settimana compongono per intero la “settimana tipo” di allenamento in modo vario e completo.

Mi fido ciecamente e seguo ogni direttiva riportando scrupolosamente ogni dato, informazione e sensazione che scaturiscono da ogni seduta di allenamento.

Mi fido soprattutto perchè, conoscendo Riccardo dai tempi del Rugby (è lui che mi ha insegnato questo splendido sport), so benissimo quanto siano efficaci e mirati i suoi metodi di allenamento.

Anche gli allenamenti “lunghi” sono molto diminuiti rispetto alla preparazione per la Susitna, ma sono molto più mirati e calibrati.

La cosa che più mi stimola è il fatto che mai nessun allenamento, che si tratti di corsa, nuoto, mountain bike o fitness, è uguale al precedente ma è sempre un gradino più su e sempre diverso.

Non ho mai fatto un allenamento di corsa uguale al precedente ma sono passato continuamente da lavori intervallati a ripetute, da salite a corti spinti, da variazioni di ritmo di 3 ore a corsa in scioltezza e da un tipo di ripetute all’altro e da un tipo di lavoro intervallato all’altro, variando continuamente tempi, intensità, velocità media e massima, tracciati e lo stesso vale anche per il nuoto, la mountain bike e il fitness!

Addirittura, per la prima volta in vita mia, non mi annoio neanche in palestra, anzi l’allenamento è molto dinamico e stimolante e sempre diverso in un crescendo continuo… inoltre nell’ambito dei 100-120 minuti di lavoro in palestra, almeno 50′ (a volte anche 60′) sono di lavoro su tappeto e spin bike con tempi, resistenze e velocità sempre precisi (alla fine strizzo anche le scarpe…)…

Ho curato molto (o meglio Riccardo mi ha corretto) anche la tecnina di corsa e migliorato l’appoggio del piede in salita, discesa e pianura anche in funzione della fatica e del fondo sul tracciato…

In questi ultimi mesi Riccardo mi ha anche fatto fare un paio di test di corsa, uno corto di 72′ e uno più lungo di 3 ore, su tracciati conosciuti e me li ha fatti correre con variazioni di ritmo ed accelerazioni nei tratti in salita anzichè ad andatura costante, e poi abbiamo confrontato la distanza e le velocità medie e massime che sugli stessi tracciati riuscivo a fare prima della Susitna…

Pur correndo in modo più stancante e meno economico (variazioni di ritmo) ho migliorato sia la distanza che le velocità media e massima (non che sia un fenomeno ancora, però mi sto migliorando).

Sentendo come si allenano molti atleti di endurance estremo e ultratrail (alcuni anche miei amici) e di quanti Km, quanti giorni e quanta salita corrono ogni settimana ed seguendo per la prima volta questo tipo di allenamento, a volte penso all’incognita risultato, ma la prova la avrò nelle prossime gare a partire dalla Prealpi Trail del 30 Luglio…

Già ora posso sicuramente affermare che sono migliorato sia fisicamente che atleticamente e che mentalmente non ho mai avuto un momento di noia o routine pur essendo un atleta “condannato” ad allenarsi soprattutto in città (tra l’altro Roma – ma anche l’Italia – sono Antisport…) …

Mi alleno sempre con estremo piacere e divertimento, sono migliorato molto, la mente è sempre fresca e leggera e concentrata sull’obiettivo ma senza ossessione, se vedo che ho carenza di sonno o mancanza di recupero mi riposo (ho imparato la lezione: Alimentazione, Recupero e Allenamento funzionano a meraviglia insieme… una delle lezioni a cui Riccardo tiene di più!).

Anche durante gli allenamenti posso caricare al massimo e spingere e sento che utilizzo vari gruppi muscolari ed anche in modo diverso variando tra nuoto, corsa, mountainbike e palestra.

Inoltre anche i vari problemi fisici e acciacchi vari che mi accompagnavano quando “correvo solamente” non si fanno più sentire proprio grazie al diverso modo di utilizzare tutti i gruppi muscolari sia nella corsa, che in assenza di gravità (nuoto) sempre coinvolgendo al meglio il sistema cardiovascolare e respiratorio.

Insomma mi sto divertendo, mi sento meglio e sto percorrendo un percorso di crescita continua ed evolutiva molto stimolante e mai noiso.

Spero che l’efficacia sia ottimale per fare sempre quel passo in più rispetto alla volta precedente, perchè la meta più bella è sempre la prossima, quella che ancora devi marcare.

Mi testerò alla Prealpi anche e soprattutto per fare esperienza e divertirmi sperando di essere all’altezza di tagliare il traguardo, ma l’obiettivo rimane sempre la 100 miglia di Febbraio.

Il mio punto debole è il controllo del peso, ancora non sono riuscito a scendere sotto i 90 Kg, ma ci sono vicino (sono arrivato a 91…).

Per la Prealpi l’obiettivo è proprio scendere sotto il “muro” dei 90, per tornare in Alaska a febbraio l’obiettivo è arrivare almeno ad 85 Kg…

Voglio ringraziare con amicizia e stima Riccardo Franconi che mi sta aiutando veramente molto con estrema pazienza, disponibilità e grande compenza con il suo modo di allenare sempre stimolante, impegnativo e feroce!  Mi ha riscaldato con il Rugby e ora mi sta facendo crescere ancora, cerco di non risparmiarmi per riuscire ad onorare la sua fiducia.

Grazie Riccardo

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