Posts Tagged “patagonia”
Scritto da alessandro in News, tags: H2NO, Merinos, Mico Running, mizuno, patagonia, Patagonia R2, Patagonia R4, pearl izumi, petzl, Salewa, salomon, snowsled, the north face
Sabato e domenica non sono potuto andare ad allenarmi in montagna al freddo e sulla neve, quindi non ho neanche potuto tirare la slitta…
Avendo passato il fine settimana nel viterbese ho approfittato della foresta dei Monti Cimini…
Ho reperito un copertone dismesso di un furgone e me lo sono legato alla vita con una corda e poi su per la foresta…
buon allenamento di 3 ore sotto la foresta, con molta salita, fango e il copertone che sembrava più pesante di quello che era a causa dell’attrito e degli ostacoli… veramente una zavorra…
ma dovevo simulare la slitta, peccato che le pietre, le radici e il fango non sono proprio come la neve anche se in compenso non ci si affonda…
sarebbe stato meglio in montagna, ma buon lavoro comunque e il tempo inizia a stringere…
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Scritto da alessandro in News, tags: Camp, g-hot, leatherman, mico, Mico Running, mizuno, monte autore, monti simbruini, patagonia, petzl, rossignol, Salomon XA Pro 3D ultra GTX, snowsled, syform, the north face
fantastico allenamento dall’alba al tramonto (qualcosa più di 8 ore) in montagna, sulla neve, nei boschi, nelle valli e sulla cima del Monte Autore.
Ne vale la pena, quando le uniche orme sulle dune bianche sono le tue, quelle di schiuma e degli animali che sono passati durante la notte…
Ne vale la pena quando ti attraversa il sentiero un leprotto con in sottofondo il battere del picchio…
Ne vale la pena quando un passero dal petto giallo e dalle sfumature rossastre intorno al becco si posa davanti ai tuoi passi…
Ne vale la pena perchè dopo la prima ora di corsa in salita, uscito dal bosco imbiancato dalla nevicata notturna, riesci ad arrivare in cima al monte e vedere i riflessi dei primi raggi del sole riflettersi sulle chiome innevate della valle 600 metri più giù…
Vale la pena ammirare il variare degli scenari, dei suoni, degli odori, delle luci e dei colori durante il trascorrere del tempo e capire che tu sei parte di questo spettacolo…
e quando il tramonto, dopo più di 8 ore di allenamento, fa diventare rosa le cime che poche ore prima erano tra il bianco della neve e il grigio della roccia, sei anche soddisfatto del gesto atletico compiuto ed inizi a valutare con umiltà quali sono i tuoi limiti.
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Dopo tre settimane di Triathlon per gestire l’infortunio, ho finalmente potuto riprendere i lunghi nella natura…
6 ore di corsa, zaino in spalla, tra pioggia, fango e nebbia, con tanta salita a tratti molto severa…
aspettando la neve!
sarà stata anche dura, ma mi sono potuto godere degli scenari naturali sempre bellissimi, in una giornata di autunno, con i colori della foresta e i riflessi sul lago che cambiavano nelle diverse fasi della giornata…
i primi 40 Km sono passati benone, anche se ogni passo era condizionato dai segnali che il mio polpaccio avrebbe potuto inviarmi, ma gli utlimi sono stati duri da gestire, specialmente in salita, forse perchè ho dovuto saltare qualche lungo in montagna nelle ultime settimane, o forse perchè iniziano a spuntare i segni di tanti mesi di fatica …
fatto sta che non sono riuscito ad arrivare ai 60 Km…ma non sono ancora in grado di fare una cosa simile…
eppure, superati i 52Km, non erano così lontani…
dopo 10 mesi di sacrifici è difficile capire esattamente quanto sia il logorio provocato dal carico di lavoro o quanto il saltare alcune sedute impegnative, per gestire i vari problemi che si incontrano durante il percorso, ad influenzare gli allenamenti…
devo dire che mentalmente sono in forma e motivato e che spesso la testa porta il mio fisico sempre un passo più avanti…
è vero, domenica ho passato la notte in bianco per i dolori e doloretti vari, ma mentre mi rotolavo nel letto già pensavo a come allenarmi lunedì all’alba, martedì in piscina e già disegnavo mentalmente i vari persorsi da fare in montagna nel prossimo fine settimana…
in questi ultimi mesi sto affrontando allenamenti che lasciano il segno, ma ricordano l’umiltà e quanto ci vuole per poter raggiungere un obiettivo…
e questo è un buon segnale, sarà che inizio a sentire l’odore della gara…
e il bello deve ancora venire!
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Scritto da alessandro in News, tags: alaska, Camp, Enrico Vedilei, footworks, Francesco Scarparo, Jacket R2, Krakatoasport, Lucy Scarparo, Nordsen, patagonia, Runner's, running, stefano miglietti, Susitna 100, Ultrarunner, ultratrail
Vorrei ringraziare qualche amico che, oltre ad incoraggiarmi, mi sta dando una grande mano non solo nello scegliere il materiale migliore per gli allenamenti, ma anche per equipaggiarmi al meglio per la gara…
Durante la Susitna 100, in Alaska, dovrò avere un equipaggiamento minimo obbligatorio (dalla snowsled ai bivy sack per condizioni estreme, dalla headlamp ai jacket R2, ecc.) e il materiale tecnico per potermi esprimere al meglio con praticità nel fronteggiare le condizioni ambientali ed allo stesso tempo non impedire il gesto atletico…
Devo quindi ringraziare i miei amici e Fornitori Ufficiali Lucy e Francesco Scarparo (Footoworks) ed Enrico Vedilei (Krakatoasport).
Lucy e Francesco sono mitici!
Runners di elevato profilo che sanno sempre consigliarmi al meglio nella scelta del materiale di allenamento prendendo le mosse dalle esperienze vissute sulla propria pelle.
Il loro negozio – Footworks a Roma – oltre ad avere il meglio in termini di corsa e tutto ciò che gravita intorno al running, ha anche un bel pistino su cui provare le scarpe e studiare l’appoggio, la postura, ecc., è un ambiente familiare ed amichevole…fantastico!
Francesco inoltre mi aiuta a reperire una parte del materiale necessario per andare in Alaska ed anche per questo lo voglio ringraziare.
E’ sempre un piacere incontrare Lucy e Francesco e scambiarci pareri e opinioni in merito agli allenamenti, alle gare, alla resa di scarpe, maglie, ecc. , ma anche raccontare di viaggi e vacanze e farsi una bella chiacchierata tra amici…
Enrico, noto ultrarunner, tramite il suo KrakatoaSport, mi fornisce e mi aiuta a trovare tutto ciò che occorre ad affrontare una prova come la Susitna 100 che si snoda su 160 Km in autonomia in mezzo alle foreste ed al ghiaccio dell’Alaska a temperature estreme…
anche Enrico, forte dell’esperienza vissuta sulla propria pelle, riesce ad indirizzarmi nella scelta dell’equipaggiamento in funzione della qualità, dell’efficacia e della praticità…
ha esperienza in ambienti e distanze diverse, quindi oltre ad essere un fornitore è anche un vero e proprio tester dei materiali che propone…
sempre molto disponibile, con esperienza si studia tutto quello che gli richiedo…
Per un “pinco pallino” come me è fantastico poter contare sulla disponibilità e l’auito di persone da cui poter apprendere consigli utili….
Non posso esimermi, al solito, dal ringraziare ancora una volta il mio Ispiratore e Trainer Stefano Miglietti!!!
è sempre seguendo con totale fiducia le sue indicazioni e i suoi consigli che mi rivolgo a Lucy, Francesco ed Enrico al fine di reperire ciò che mi occorre…
Grazie Stefano per la pazienza, i consigli e l’aiuto che mi dai continuamente da quasi un anno ormai…da te ho molto da imparare e non solo dal punto di vista tecnico, sei un grande, cercherò di onorare al meglio la tua fiducia!!!
Grazie ragazzi, mi state dando un grande aiuto!
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Sabato scorso, tra la foresta dei Monti Cimini, la Riserva Naturale del Lago di Vico e il Monte Venere ho dovuto affrontare un lungo di 4 ore adattandomi e improvvisando…
Sono partito con una pianificazione precisa dell’allenamento ed equipaggiato per condizioni climatiche normali tendenti al brutto, ma … tutto è cambiato già dopo un Km e di salita da fare ce ne era ancora molta…
il programma prevedeva 4 ore di allenamento tra forestale, lago e 16 Km di salita di cui 7 Km di salita continua dal 18° Km con alcuni tratti severi al 15% (abbondante) di pendenza e i tratti di salita più corti erano di 1,8 Km…
Non avevo il camel back nè scorte per alimentarmi, ma solo una borraccia da mezzo litro per abituarmi a gestire i cali energetici e non avevo nulla per fronteggiare la pioggia battente per 4 ore (pensavo, sbagliando, che se anche avesse piovuto sarebbe durata poco)…
Nebbia, diluvio, grandine e vento mi hanno accompagnato dall’inizio alla fine!
nessun particolare problema fino al 18° Km, a parte la scarsa visibilità e problemi di appoggio, la pioggia battente non mi dava fastidio…
al 18°, all’inizio dei 7 Km di salita continua per gran parte al 15%, dove contavo di salire in scioltezza per non indurire le gambe e recuperare la respirazione senza far salire troppo i battiti, il vento ha iniziato a soffiare forte e il diluvio è aumentato di intensità aggiungendo anche una bella grandinata…calzoncini e maglietta (ovviamente già completamente fradici) non mi aiutavano, anzi mi creavano problemi freddandomi addosso l’acqua sotto le ventate…
Ok, non potevo recuperare senza rischiare di prendermi un colpo…
quindi nell’unico punto dove avevo previsto di poter alleggerire la fatica e gestire le energie, ho dovuto continuare a spingere abbastanza forte da tenere la temperatura alta e riscaldare l’acqua tra la pelle e la maglietta (effetto muta), ma non così forte da andare in crisi e dover rallentare troppo in cima al Monte Venere…
sapevo che l’imprevisto sarebbe stato duro da affrontare, ma non mi potevo tirare indietro visto che mancavano 20Km all’arrivo e poi, scavallata la salita, avrei potuto tirare il fiato…
bene, sono riuscito nell’intento, ma scavallata la salita e rientrato nella Foresta c’era ben poco da tirare il fiato!
infatti il fondo era diventato abbastanza impervio, tra piccoli corsi d’acqua che si erano formati con il diluvio, pozze, fango, pietre e radici in un percorso angusto in cui non si poteva scegliere al meglio l’appoggio e dove non si vedeva cosa c’era sotto l’acqua in cui dovevo mettere i piedi…
inoltre la nebbia non mi aiutava a prevedere lo svilupparsi del percorso, il che non era positivo… ma neanche negativo, infatti potevo concentrarmi meglio su ciò che avevo davanti ai piedi …
devo dire che ero un pò stanchino, ma non potevo pensare di fermarmi, anche perchè mi era venuta una certa fame e già pensavo alla crostata di more e ricotta che mi aspettava a casa… prima sarei arrivato, prima avrei mangiato…e poi dovevo continuare a tenere su la temperatura!
tra me e me pensavo che il tratto più duro fosse passato, ma ogni passo mi ricordava il contrario, sempre un’altra salita, sempre un altro ostacolo da superare, ma avevo ormai una buona andatura e questo aveva risolto il problema della temperatura.
finalmente alla fine della forestale, quando credevo di aver finito l’allenamento, mi sono accorto che mancavano ancora 20 minuti…
ero andato più forte del previsto!
non mi potevo fermare, così ho fatto un altro tratto di foresta, rigorosamente in salita, e poi ho chiuso le 4 ore con grande soddisfazione e non mi sentivo neanche malaccio…
buon allenamento, soprattutto perchè mi ha ricordato l’umiltà e di non dare mai nulla per scontato!
La mia bella crostata (non una fetta…) di more e ricotta me la sono guadagnata…
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Scritto da Raffaele in News, tags: asics, craft, footworks, mizuno, montrail, nike, patagonia, red bull, sector no limits, sky sport, trail, tuttosport, ultratrail
Benvenuti sul sito di Alessandro Roppo – Brave Runner.
Qui troverete tutte le informazioni sulla fantastica avventura intrapresa da Alessandro
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