Sempre sport…
Sin dall’asilo…Sport!
Dall’asilo fino alla fine delle elementari in piscina, non proprio per passione ma perché era vicino la scuola e potevo rimanere fino a quando mia madre usciva dal lavoro…negli ultimi anni delle elementari oltre al nuoto iniziai con la mia prima passione: il tennis! E così per un po’ praticavo due sport contemporaneamente…ovviamente durante l’inverno montagna e sci!
Dal tennis al basket per poi tornare al tennis e successivamente passare all’atletica leggera, dove approdai anche su incoraggiamento del preparatore atletico che curava la parte fisica del tennis.
Lasciata l’atletica, in cui mi allenavo con il mio amico e compagno di squadra e grande atleta nei salti Christian Panico (ora cantante dal talento e dalla voce unici e mia “colonna sonora”…), fui affascinato dal Rugby ed iniziai la mia avventura in un mondo Sportivo, e non solo, con la S maiuscola.
Oltre a questi sport agonistici, non riuscivo a rinunciare anche ad altri sport per puro divertimento: mountain bike, volley, sci, corsa e ancora tennis, e ancora nuoto, ecc.. Lo sci poi è sempre stato una passione, in particolare da quando mi accorsi che con gli sci si può arrivare in “alcuni punti”, su certe montagne, a godere di panorami incredibili (il mio amico Bizzo ne sa qualcosa…)… In realtà per me era uno sport anche tornare a casa dopo l’uscita da scuola, infatti spesso non aspettavo l’autobus alla fermata, ma in cima alla salita a valle della quale, 150 mt più giù, c’era la fermata dove i miei compagni aspettavano il 94. Perché? Facile: aspettavo che il 94 mi passasse davanti e poi iniziavo a correre con zaino in spalla cercando di arrivare alla fermata prima che lo stesso ripartisse…a volte ci riuscivo e quando non ero abbastanza veloce, visto che il 94 era noto per non passare spesso, correvo da una fermata all’altra per vedere se riuscivo a raggiungerla prima che arrivasse il bus successivo…a volte arrivavo fino a casa senza prendere l’autobus! Questo “sport” è durato dalla prima media al 2° liceo… finì perché ormai ero abbastanza veloce da riuscire a battere il 94 ogni volta. Pensai di provare ad aggiungere una fermata, ma la cosa risultò parecchio dura perchè dopo la piazza del vecchio “traguardo” iniziava una salita in cui il 94 era troppo forte. Provai a batterlo per un po’ e riuscii a spuntarla, rischiando, solo un paio di volte approfittando del semaforo rosso (e schivando qualche macchina…), ma alla fine quando realizzai che potevo sprintare al massimo per circa duecento metri per poi perdere troppa velocità passai ad altro…quando arrivavo a casa dovevo riuscire a raggiungere almeno la portineria prima che il cancelletto del cortile si chiudesse (sentivo il rumore)…questa sfida durò fino a che non lasciai l’atletica…con il tempo diventavo più veloce e superai la portineria arrivando alle scale, poi al primo gradino, poi al secondo, poi al settimo verso la porta di casa al primo piano, mancavano altri 8 o 9 gradini…ma cambiarono il cancelletto e chiusero la sfida…anche le ricreazioni a scuola erano sport, epiche le sfide a braccio di ferro con il mio amico Christian (Erchrì) che non ci stava a perdere e non si dava per vinto (mi avrà battuto solo una o due volte…), o le sfide (sempre col Chrì, come già detto mio compagno di squadra in atletica) sui salti a scalare il muro del cortile a segnare con il gesso dove riuscivamo a salire (sui salti era imbattibile e qui ero io a non rinunciare, ma lo facevo faticare per battermi, lo avrò battuto solo una o due volte…)… quando ero più piccolo, finita la scuola, Nonna Altea portava me e tutti i miei cugini al mare a Ostia ogni giorno, erano i tempi delle elementari… anche li facevo sport…ricordo che arrivavamo in spiaggia prestissimo, quando ancora non c’era quasi nessuno e ad aspettarmi c’era un “vecchietto” (lo chiamavo così non perché fosse vecchio, ma perché nonna lo chiamava il vecchietto…) che mi portava a nuotare e nuotare fino a che la spiaggia era lontanissima e le persone diventavano piccolissime…a quel punto mi immergevo e per dimostrargli che toccavo il fondo riportavo su un pugno di sabbia… poi ritornavamo a riva dove i miei cugini stavano a fare il bagno e restavo li con loro…Non ho mai avuto motorino o moto quindi, quando passavo l’estate al mare a Lavinio (erano i tempi delle medie e del liceo…), il mio mezzo di trasporto era (è sempre stata ed è tuttora!) la bici. I miei amici in moto e motorino, io in bici…ovviamente anche se partivo con l’intento di non sudare e andare piano con rapporti agili, non riuscivo a resistere alla tentazione di dover essere più veloce di qualcosa (il tempo tra verde e rosso del semaforo in lontananza partendo dalla piazza centrale, fare la salita dal mare alla stazione completamente in piedi sui pedali cercando di battere i miei amici in motorino, che si fermavano ai semafori rossi mentre io con la bici continuavo sul marciapiede, non farsi raggiungere dal “gioia bus” tra una piazza e l’altra, ecc.)…sempre durante l’estate e prima degli esami di riparazione, tra una partita di beach volley e un torneo di tennis, mi allenavo al sacco, alla corda e a schermare di box dal mitico Ubaldo dove andavo con il mio grande amico Matteo, appassionato di lotta, che spesso veniva anche a correre con me in quel del Lido di Enea… ed alla fine dell’estate riprendeva la preparazione per il nuovo campionato di rugby e via così…





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